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Avvocati: misurare il valore è possibile?

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di Nadia Fusar Poli -
Quando parliamo del valore di un servizio o di un prodotto, pensiamo immediatamente al suo costo, e ad esso ci riferiamo in tali termini.
In realtà esistono evidentemente altre "qualità" di tale servizio/prodotto le quali, allo stesso modo, includono alcuni aspetti di tale valore e concorrono alla sua stessa misurazione.
Azzardiamo la seguente analogia: vi svegliate alle 3 del mattino perché il rubinetto del vostro lavandino perde notevoli quantità di acqua. Cercate un idraulico che possa provvedere a riparare la perdita e contattate due diversi professionisti, per aumentare le probabilità di ricevere un buon servizio.
Il primo ha una tariffa oraria "a buon mercato", ma non può iniziare la riparazione fino al pomeriggio seguente.
Il secondo idraulico invece, vi propone un prezzo più alto ma promette di arrivare entro trenta minuti. 
Quale dei due idraulici ritenete offra un maggior valore (fermo restando che il contesto può influenzare tale percezione)? 
Allo stesso modo, è possibile misurare il valore di un avvocato? Se sì: è secondo voi utile e vantaggioso?
Ed ancora: da quale prospettiva muovere e quali parametri considerare a tal fine: La soddisfazione del cliente? 
Il costo della consulenza? La preparazione /conoscenza del professionista? I risultati giuridici? La qualità del servizio offerto? Qual è la vostra idea? 
Probabilmente ha senso pensare ad uno spettro di situazioni, che vanno da un'elevata complessità giuridica, in cui la valutazione è probabile che sia soggettiva nella misurazione di breve periodo e obiettiva (ovvero, permetta di rispondere alla domanda "con quale risultato"?) nel lungo periodo, ad una elevata complessità del sistema dove il confronto è possibile ma in cui la misura della grandezza dei benefici è alquanto discutibile. Come si definisce la qualità di un avvocato?
E' forse determinata dall' efficienza (economicità) o, piuttosto, dal risultato, considerando che numerose variabili possono determinare i risultati finali (ed avere quindi un prezzo), al di fuori dell'acume giuridico dell'avvocato?
Forse il problema è che ci sono troppi avvocati in cerca di un pezzo di torta, e di laureati che pensano di essersi aggiudicati un biglietto per la fama e la fortuna. Il ruolo dell'avvocato dovrebbe essere quello di evitare le controversie, guidare il cliente attraverso la giungla normativa e rendergli la vita facile. Ma il numero di volte in cui il più semplice dei documenti riesce a passare attraverso un esercito di mani (quelle di avvocati, segretarie, assistenti…) per settimane, avanti e indietro (pur comprendendo quanto una virgola possa fare una differenza significativa!), generando enormi costi e ritardi, è davvero sconcertante. Gli avvocati sono come i farmaci: quando servono davvero sono fantastici e insostituibili. Ma, ovviamente, non si vorrebbe mai, veramente, averne bisogno. Diteci la vostra!
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(21/10/2013 - Nadia F. Poli)
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