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L'assegno postdatato

scrive penna
L'esistenza di un assegno bancario è regolata da una legge piuttosto vecchia, entrata in vigore con il Regio Decreto del 21 dicembre 1933, a seguito di un'attenta analisi del legislatore, che ebbe il compito di individuare e regolamentare le problematiche connesse all'emissione e alla circolazione di questi titoli di credito, che nel corso degli anni hanno subito una serie di modifiche e di miglioramenti, tanto da richiedere un nuovo intervento legislativo. 

Secondo il Regio Decreto emettere un assegno postdatato è considerato illegale secondo vari profili, compreso il profilo penale. Ma, a partire dal 1999 con l'entrata in vigore del decreto L. 507/99, non si può parlare più di reato trattandosi di un comportamento sanzionabile si ma solo a norma del D.P.R. 642/72 per evasione dell'imposta di bollo.

Un assegno è definito postdatato nel momento in cui presenta una data di emissione differente e successiva a quella reale. In questo modo il titolo di credito si trasforma automaticamente in una sorta di cambiale, dalla quale si è materialmente evasa l'imposta di bollo relativa all'emissione

Emettere un assegno postdatato comporta quindi principalmente il mancato rispetto delle norme che impongono per i titoli dove il pagamento viene differito (come le cambiali) di pagare l'imposta di bollo. 

Chi emette un assegno postdatato rischia quindi principalmente di dover pagare una sanzione pari al doppio dell'imposta non versata, cioè del 2,4% sul valore del titolo di credito.

Questo non significa che l'assegno postdatato non abbia validità ma neppure che non ci siano conseguenze nel caso in cui l'altra parte non intenda pagarlo.
La Ccorte di Cassazione infatti ha ricordato che un assegno postdatato, che come sappiamo assume la stessa valenza di un'obbligazione di pagamento assunta con cambiale, anche se viene successivamente regolarizzato con l'imposta di bollo non può essere utilizzato come titolo esecutivo.
E così se un assegno o una cambiale regolari ci danno modo di procedere subito alla notifica del precetto per intraprendere poi una procedura esecutiva, un assegno postdatato, al pari di una cambiale che risulti irregolare nel pagamento dell'imposta di bollo,  non sono utilizzabili come titolo esecutivo e non consentono dunque di procedere alla notifica dell'atto di precetto.
Resta ferma però l'obbligazione di pagamento assunta e la possibilità di ottenere il titolo esecutivo attraverso il ricorso per ingiunzione.
Nella maggior parte dei casi però, tutti questi problemi non si verificano proprio perché nella prassi gli assegni postdatati vengono portati all'incasso solo successivamente alla data della scadenza. 
Valexnar
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(19/10/2013 - Il diritto in pillole)
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