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Legge di stabilità: reddito minimo e riduzione cuneo fiscale

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Dalla seconda settimana di ottobre il Governo avvia le discussioni per disegnare la sua prima legge di stabilità. Fra i nodi politici e fiscali della legge figurano un piano di riduzione del cuneo fiscale e l'introduzione, dal 2014, di una forma di reddito minimo per chi percepisce redditi al di sotto della soglia di povertà.

La graduale introduzione di un reddito minimo per tale fascia di popolazione, esistente nella maggior parte dei Paesi europei, si baserebbe su esperimenti già condotti in vari comuni italiani. L'obiettivo di questa misura è di arginare povertà, rinuncia alla ricerca di lavoro e abbandono scolastico.

Per cuneo fiscale si intende la somma di imposte (dirette e indirette) e contributi a carico sia del datore di lavoro che del lavoratore, le quali pesano sul costo del lavoro lordo. Ridurre il cuneo tramite una rimodulazione selettiva di imposte e contributi permetterebbe ai lavoratori di aumentare il proprio reddito netto e ai datori di lavoro di risparmiare sul costo delle prestazioni.
L'intento è quindi di incrementare la liquidità a disposizione dei lavoratori e committenti, così da favorire i consumi presso i primi e gli investimenti presso i secondi. Per il momento si parla di una riduzione di introiti, per lo Stato, del volume complessivo di 2,5-5 mld, che potrebbero essere coperti con tagli di spesa e/o introiti da dismissioni e privatizzazioni del patrimonio.
Qui di seguito una rassegna stampa delle ultime notizie nel web sulla legge di stabilità
ElBra
(08/10/2013 - A.V.)
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