Sei in: Home » Articoli

Trasferimento del ramo di azienda: il rapporto di lavoro dipendente prosegue con il cedente

lavoro licenziamento lavoratori

di Marco Massavelli - Corte di Cassazione Civile, Sezione Lavoro, sentenza n. 20728 del 10 settembre 2013. Deve ritenersi che il rapporto di lavoro del lavoratore prosegua con il cedente laddove l'asserito trasferimento d'azienda risulta attuato in violazione di norme imperative dal momento che l'entità economica trasferita al cessionario non risulta organizzata in modo stabile e autosufficiente, mancando dunque la prova della connessione delle professionalità del personale addetto con le attività del preteso ramo. E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza 10 settembre 2013, n. 20728.

La Suprema Corte ha già osservato, sia pure con riferimento a controversia relativa alla cessione di analogo ramo di azienda intentata da altri lavoratori operanti presso altro ambito territoriale della stessa società, che – nel regime normativo precedente la modifica contenuta nel decreto legislativo n. 278/2003, articolo 32 – per “ramo d'azienda”, ai sensi dell'articolo 2112, codice civile (come modificato dalla legge 2 febbraio 2001, n. 18, in applicazione della direttiva CE n. 98/50), come tale suscettibile di autonomo trasferimento riconducibile alla disciplina dettata per la cessione d'azienda, deve intendersi ogni entità economica organizzata in maniera stabile la quale, in occasione del trasferimento, conservi la sua identità, il che presuppone una preesistente realtà produttiva autonoma e funzionalmente esistente e non anche una struttura produttiva creata “ad hoc” in occasione del trasferimento o come tale identificata dalle parti del negozio traslativo, essendo preclusa l'esternalizzazione come forma incontrollata di espulsione di frazioni non coordinate tra loro, di semplici reparti o uffici, di articolazioni non autonome, unificate soltanto dalla volontà dell'imprenditore e non dall'inerzia del rapporto ad un ramo di azienda già costituito.

Può applicarsi la disciplina dell'articolo 2112, codice civile anche in caso di frazionamento e cessione di parte dello specifico settore aziendale destinato a fornire un supporto logistico sia al ramo ceduto che all'attività rimasta alla società cessionaria, purchè esso mantenga, all'interno della più ampia struttura aziendale oggetto della cessione, la propria organizzazione di beni e persone al fine della fornitura di particolari servizi per il conseguimento di specifiche finalità produttive dell'impresa e che, in presenza di tale presupposto, si considerano far parte del ramo d'azienda, sicchè peraltro, i rapporti trasferiti dal cedente al cessionario, ai sensi dell'articolo 2112, codice civile, senza necessità di un loro consenso, riguardano i dipendenti che prestano la loro attività non solo esclusivamente ma anche prevalentemente per la produzione di beni e servizi del ramo aziendale.

Vai al testo della sentenza 20728/2013
(20/09/2013 - C.G.)
Le più lette:
» Il contratto di locazione - contenuto e forma. Con fac-simile
» Affido condiviso: i figli restano nella casa familiare, saranno i genitori ad alternarsi
» Avvocati: 15mila euro dalla Cassa per avviare lo studio
» Violenza donne: arriva il braccialetto obbligatorio per gli stalker e il risarcimento statale per le vittime
» Auto: dal 2018 con il documento unico per chi non paga il bollo radiazione sicura
In evidenza oggi
Avvocati: tornano le tariffe minime, depositato il disegno di leggeAvvocati: tornano le tariffe minime, depositato il disegno di legge
Preservativi meno cari e distribuiti nelle scuolePreservativi meno cari e distribuiti nelle scuole
Commenta
con Facebook
 
Commenta
con disqus
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF