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Straniero vittima di sinistro stradale: per la liquidazione del risarcimento dei danni ai parenti non opera il principio di reciprocitÓ

incidente pedone

di Marco Massavelli - Corte di Cassazione Civile, sezione III, sentenza n. 19788 del 28 agosto  2013. In tema di risarcimento del danno morale ai parenti della vittima straniera di un sinistro stradale non opera il principio della reciprocitÓ in quanto allo straniero, per il solo fatto di essere presente nel nostro Paese, devono essere riconosciuti i diritti fondamentali della persona umana previsti dalla legislazione internazionale, tra cui sono annoverati l'intangibilitÓ degli affetti e della solidarietÓ della famiglia, nonchÚ l'interesse all'integritÓ morale ove pregiudicata da ingiusta sofferenza. E' quanto deciso dalla Corte di Cassazione Civile, con la sentenza 28 agosto 2013, n. 19788.

╚ inoltre palesemente discriminatorio considerare che il danno morale, che prescinde dalla capacitÓ produttiva di reddito da parte della vittima, non sia ragguagliato all'intensitÓ delle sofferenze patite per la perdita del congiunto, ma sia ricollegabile alla nazione di appartenenza e ai differenziati usi e costumi delle varie societÓ. La Corte di Cassazione, con sentenza n. 8212/2013, aveva giÓ ribadito che l'articolo 16, disp. preliminari cod. civ., nella parte in cui subordina alla condizione di reciprocitÓ l'esercizio dei diritti civili da parte dello straniero, pur essendo tuttora vigente, deve essere interpretato in modo costituzionalmente orientato, alla stregua del principio enunciato dall'articolo 2, Costituzione, che assicura tutela integrale ai diritti inviolabili della persona: ne consegue che allo straniero Ŕ sempre consentito, a prescindere da qualsiasi condizione di reciprocitÓ, domandare al giudice italiano il risarcimento del danno, patrimoniale e non, derivato dalla lesione di diritti inviolabili della persona (quali il diritto alla salute e ai rapporti parentali o familiari) ogniqualvolta il risarcimento dei danni sia destinato ad essere disciplinato dalla legge nazionale italiana.

Vai al testo della sentenza 19788/2013
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(09/09/2013 - C.G.)
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