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La donazione indiretta, orientamenti giurisprudenziali.

Guida legale sulla cd. donazione indiretta con esempi pratici e indicazioni sulle conseguenze giuridiche anche in caso di successione
sentenza cassazione bilancia giustizia avvocato martello
di Gilda Summaria -
La donazione, a mente dell'art. 769 c.c., "è il contratto con il quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l'altra, disponendo in favore di questa di un diritto o assumendo verso la stessa un'obbligazione". 
Il codice civile colloca la donazione fra gli atti a "forma solenne", richiedendo l'atto pubblico a pena di nullitá

Il supremo Collegio conferma che per aversi donazione non basta l'elemento soggettivo o spirito di liberalità, cioè la consapevolezza di attribuire ad altri un vantaggio patrimoniale, senza esservi in alcun modo costretti, occorre anche l'elemento oggettivo, costituito dall'incremento del patrimonio altrui (donatario) ed il depauperamento di chi ha disposto del diritto o assunto l'obbligo (donante). 

Gli ermellini nelle loro sentenze ben hanno individuato che la fattispecie della donazione non esaurisce la categoria delle liberalità "inter vivos", potendo ravvisarsi una causa di liberalità anche in atti diversi, definiti "donazioni indirette" o "liberalitá atipiche", che non necessitano pertanto dell'atto pubblico, salvo che abbiano ad oggetto beni immobili, in tal caso l'atto pubblico e la trascrizione nei registri immobiliari risulteranno necessari per poter opporre il negozio ai terzi. 

La giurisprudenza, di merito e di legittimitá ha individuato diverse forme di donazione indiretta, una molto praticata ed in voga è il c.d. "Negotium Mixtum cum donatione".

Si è discusso molto in dottrina e giurisprudenza, se nel "negotium mixtum cum donatione"sia ravvisabile una donazione indiretta o un contratto misto, nel quale cioè convivano onerosità e gratuità in varia misura, come cause riconducibili a tipi negoziali diversi. 

Maggioritaria la prima tesi, di conseguenza, alcune delle norme applicabili all' atto non saranno quelle della donazione, bensì quelle proprie del tipo negoziale che si è posto in essere . Si pensi alle regole formali (Cass. Civ,, Sez.II, 23215/10; Cass.Civ.Sez. II, 642/00; Cass.Civ. Sez. II, 6723/82; Cass. Civ. Sez. II, 13337/06; Cass. Civ. Sez. II, 23297/09), alla disciplina della rappresentanza (Cass.Civ. Sez. II, 12181/92), anche se non viene meno la riducibilità nel caso di lesione della quota di riserva di legittimari lesi o preteriti (Cass.Civ. Sez. II, 6416/88), né la possibilità che operi la revocazione (Cass.Civ. Sez. II, 11499/92) ovvero che si dia successivamente ingresso al meccanismo della collazione (art.737 cod.civ.) o della imputazione ex se ai sensi dell'art. 564 cod.civ.. Non mancano i sostenitori della seconda teoria (nettamente recessiva in dottrina e giurisprudenza), la quale pone prepotentemente il problema di scelta della normativa . 

A tal uopo sono stati elaborati i criteri dell'assorbimento in alternativa a quello della combinazione. In ossequio alla tesi dell'assorbimento o della prevalenza, è stato deciso che ricorre donazione remuneratoria (soggetta al formalismo proprio della donazione) quando si accerti la più forte incidenza dell' "animus donandi " rispetto all'intenzione di adempiere, sia pure rispetto ad un dovere morale o sociale (Cass.Civ. Sez. I, 5265/99).  
Normalmente la fattispecie del "negotium mixtum cum donationem" assume la forma della compravendita caratterizzata però da notevole sproporzione fra le prestazioni, elemento che causa un arricchimento a tutto beneficio della parte che ha ricevuto la prestazione di maggior valore (per tutte Cass.Civ. Sez. II, 1266/86 e ,Sez. III, 7969/91 ), per gli ermellini tale atto non necessita ,della stipula per atto pubblico (Cass. n. 23297/2009), questo perchè l'art. 809 c.c. che sancisce l'applicabilità delle norme sulla donazione anche agli altri atti di liberalitá, non richiama giustappunto l' 782 c.c., che prescrive la forma dell'atto pubblico per la donazione

Il preliminare stipulato al solo scopo di arricchire il promissario acquirente, con cui il promittente venditore si obbliga a trasferire un immobile a un prezzo pari al suo valore catastale, costituisce per la giurisprudenza donazione indiretta senza dubbio alcuno, così come quando il promissario acquirente di un contratto preliminare di compravendita, sostituisca a sé un altro soggetto nella stipula del contratto definitivo avente ad oggetto un appartamento, fornendogli anche la liquiditá per l'acquisto, non sará definibile quale donazione diretta di denaro (Cass. 15/12/1984, n. 6581). 

Per i giudici non è qualificabile quale "donazione indiretta" la consegna al donatario, da parte del donante, di denaro a mezzo di assegni circolari, si richiede infatti,affinchè la fattispecie si configuri, che il denaro venga corrisposto con lo scopo determinato dell'acquisto del bene, oppure mediante il versamento diretto dell'importo al venditore (Cass.2008, n. 26746). 

Il classico caso dell' acquisto da parte dei genitori, con denaro proprio, di un immobile con devoluzione della nuda proprietá al figlio e riserva di usufrutto a favore degli stessi genitori, costituisce anch'essa una donazione indiretta, per cui il figlio alla morte dei genitori , diventato nel frattempo pieno proprietario del bene, dovrà conferirlo alla massa ereditaria per dividerlo con gli altri legittimari (Trib. Napoli 31/1/2001). 

Anche la rinuncia all' usufrutto se ispirata da "animus donandi", costituisce una donazione indiretta a favore del nudo proprietario, dal momento che, comportando un'estinzione anticipata del diritto, si risolve in un vantaggio patrimoniale in capo a quest'ultimo (Cass. 1997 n. 13117). 

L'accollo delle rate di mutuo del figlio da parte del genitore, costituisce una donazione diretta, poichè la liberalità non è un effetto indiretto ma si profila quale causa stessa stessa dell'accollo, per cui qualora l'atto non dovesse venire stipulato nel rispetto della forma prescritta dall'art. 782 c.c. sarebbe inidoneo a produrre effetti diversi dalla "soluti retentio"di cui all'art. 2034 c.c. (obbligazioni naturali) (Cass. 2006, n. 7507), Ricordiamo, circa la "soluti retentio" che costituisce requisito essenziale per la irripetibilità della prestazione, la mancanza di costrizione ad adempiere subita dal solvens (colui che paga), non rileva invece il fatto, che il solvens abbia creduto di dover adempiere un'obbligazione civile, quindi l'errore sulla natura dell'obbligazione non consente la ripetizione di quanto pagato. 

In occasione di donazione indiretta tra coniugi, ad es. nel caso in cui l'uno intesti all'altro un immobile, acquistato con denaro proprio, se dovesse intervenire poi separazione personale, proprio a causa del coniuge "beneficiario" poichè ha posto fine alla convivenza e ne ha iniziato una nuova, ciò non sará sufficiente a far scattare la revoca della donazione per ingratitudine, occorrerebbe infatti provare che tali fatti sono stati posti in essere in modo ingiurioso e/o oltraggioso (Cass.1987 n. 2003). 

Nel caso più canonico e frequente, l'acquisto di un immobile con denaro di un genitore che contestualmente viene intestato al figlio, si configura una donazione indiretta dell'immobile stesso e non diretta del denaro; pertanto, in caso di collazione, il conferimento dovrá avere ad oggetto l'immobile e non il denaro (Cass. 2005, n. 20638). 

Se invece il genitore vende ad un figlio, ad un prezzo molto più basso del valore di mercato, un proprio appartamento, ai fini della collazione andrá considerata lo scarto tra il valore di mercato dell'immobile e il prezzo al quale realmente è stato ceduto (Trib. Lucca 13/1/2005).
Gilda Summaria

Massime della Cassazione in tema di donazione indiretta:

Cassazione civile Sezione II sentenza del 25/02/2015 n. 3819
Anche la rinuncia alla quota di comproprietà fatta allo scopo di avvantaggiare gli altri comproprietari può essere considerata donazione indiretta. In tal caso non è neppure necessario la forma dell'atto pubblico normalmente richiesta per la donazione dato che in tal caso il fine della liberalità viene realizzato attraverso il negozio giuridico della rinunzia alla quota.


Cassazione civile Sezione VI sentenza del 02/09/2014 n. 18541
Si può parlare di donazione indiretta di immobile se viene versata una somma di danaro come mezzo per l'unico e specifico fine dell'acquisto del bene. Diversamente si può parlare solo di donazione diretta di denaro  anche se questo è stato successivamente utilizzato per l'acquisto di un immobile.


Cassazione civile Sezione II sentenza del 30/06/2014 n. 14799
Il fatto che un immobile sia stato venduto a un prezzo inferiore al suo valore effettivo non consente di per sé di parlare di "negotium mixtum cum donatione", essendo  necessario ci sia una notevole sproporzione tra le prestazioni e occorre anche che chi ha venduto, pur consapevole di tale sproporzione abbia voluto comunque trasferire la proprietà per arricchire l'altra parte del maggior importo.

Cassazione civile Sezione II sentenza del 20/05/2014 n. 11035
In tema di donazione indiretta, con riguardo alla vicenda dell'edificazione, con denaro del genitore, su terreno intestato a figli (a seguito di precedente donazione indiretta), il bene donato può ben essere identificato, non nel denaro, ma nello stesso edificio realizzato - senza che a ciò sia di ostacolo l'operatività dei principi
sull'acquisto per accessione -, tutte le volte in cui, tenendo conto degli aspetti sostanziali della vicenda negoziale (nella specie alternativamente indicata dal giudice del merito come appalto o come contratto a favore di terzi) e dello scopo ultimo perseguito dal disponente, l'impiego del denaro a fini edificatori sia compreso nel programma negoziale perseguito dal genitore donante.

Cassazione civile Sezione II sentenza del 31/01/2014 n. 2149
La fattispecie della donazione indiretta di immobile, elaborata dalla giurisprudenza di questa Corte (consolidatasi a partire da Cass. S.U. n. 9282/92) sussiste nelle ipotesi in cui l'intero costo del bene, e non solo una sua frazione, sia stato sostenuto dal donante. Solo in tal caso la corresponsione del denaro sta in luogo dell'attribuzione liberale dell'immobile, di cui costituisce soltanto una diversa modalità attuativa, identico essendo il risultato giuridico-economico finale.
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Mail:gildasummaria1@virgilio.it - Legalmail: avvgildasummaria@pec.giuffre.it
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(19/07/2013 - Gilda Summaria)
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