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Indulto svuota-carceri si o no? Dite la vostra.

barbara sordi rubrica
di Barbara LG Sordi -
PENSIERI DIETRO GLI OCCHIALI DA SOLE (pensieri semiseri sotto il solleone). STAGIONE 2.

Durante uno dei tanti spostamenti vacanzieri ho scoperto una forma di intrattenimento favolosa, ideale per spezzare la monotonia di lavori in corso o code per incidenti stradali: le dirette da Montecitorio.
Quella che ho avuto la fortuna (sarà il destino o caso) di essere mia compagna di viaggio per un po', è stata la discussione sugli emendamenti del provvedimento emergenziale riguardo alla situazione carceraria. Un provvedimento che la UE ci impone di varare il prima possibile, senza forse permettere ai nostri governatori di produrre qualcosa di valido e durevole. Che comunque è in linea perfetta con il trend di questo Governo, dal basso tasso decisionale appunto. 
Insomma Letta &co. per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario hanno avuto un'illuminazione pazzesca, un vero e proprio colpo di genio che avrebbe fatto impallidire persino i padri fondatori della nostra Costituzione: l' AMNISTIA. E che cavolo, una vera e propria svendita dei reati minori, e non solo. La proposta favolosa prevede infatti che vengano amnistiati coloro i quali siano stati condannati a pene detentive sino a sei anni di carcere. Oh cavolo, tolto il fatto pregevole che il Cavaliere non rientrerebbe in cotal grazia, si rischia di lasciare liberi fior fior di delinquenti. Perché come la giustizia, e la cronaca, ci insegna per arrivare a beccarsi sei anni bisogna averla fatta grossa. Del tipo stalking, piuttosto che furti o scippi, inclusi quelli nella Pa.

Nella discussione a riguardo della possibilità di abbassare il limite degli anni di condanna per poter accedere all'indulto, conditio sine qua non per approvare tale riforma per molti parlamentari, sono emerse molte ovvietà che però devono farci riflettere. Tra le tante ricordiamo:
"Condonare la pena a chi si macchia di reati come questi sarebbe un chiaro invito a continuare a delinquere. " Al diavolo quel che le pene dovrebbero ottenere: riabilitazione morale dell'individuo condannato. Prevarrebbe il principio di chi sbaglia non paga, come da tempo si ha la sensazione che avvenga sistematicamente nel nostro Paese. Tra i vari interventi, uno metteva in guardia che così facendo l'Italia rischia di diventare la meta di disperati e delinquenti; che in cambio di un crimine otterrebbero indulti e domicilio garantito alle spese dello Stato italico. Oddio, non che questa visione si scosti di molto dalla situazione reale.

"Lo sforzo e l'impegno delle autorità preposte alla sicurezza sarebbe annullato." Questo pensiero dovrebbe farci incavolare neri pensando anche a quale spreco economico comporterebbe. Ma perché pagare per un lavoro, oltretutto pericoloso, che non porterebbe ai risultati pianificati, o quantomeno auspicati? Solo dei geni potrebbero pensare che questo sia un toccasana per un Paese in profonda crisi economica. Ma vabbé, infatti sappiamo che al momento i legislatori paiono avere lacune dal unto di vista cerebro-cognitivo.

Tutte sante verità, ammettiamolo. Così come l'immagine evocata a Montecitorio della vecchietta che potrebbe ritrovarsi un amnistiato (condannato che so, per furto con scasso) in casa, affinché possa assisterla per espletare il suo obbligo di recupero sociale. Tranquilli, se siete onorevoli o giù di li, mai potrà accadervi una simile ipotesi.
Allora che cosa sarebbe meglio fare? Utilizzare le carceri già costruite e mai usate? Puntare su pene detentive atte al recupero? Permettere alle forze dell'ordine di fare il loro lavoro? Tocca a voi dire la vostra utilizzando lo spazio commenti qui sotto.
Email barbaralgsordi@gmail.it
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(04/07/2013 - Barbara LG Sordi)
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