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CITTADINANZA - Come ottenerla se non ti chiami Mario BALOTELLI, vieni dalla striscia di GAZA e vuoi lavorare in Svizzera

clandestino immmigrato
POSTA & RISPOSTA n. 375 - Ho scelto di occuparmi nella mia vita di diritti o di soprusi? Desidererei che la lettera che presentiamo oggi su Studio Cataldi venisse letta da Laura Boldrini, inaspettatamente eletta Presidente della Camera sotto l'influsso salvifico che promanava allora dall'invasione dei 163 "cittadini" del MoVimento Cinquestelle. Una tipa tostissima sotto il meraviglioso aspetto che la benevola natura le ha donato, una che si interessa per davvero ai problemi ed in special modo a quelli analoghi alla fattispecie che segue.
Alle h.14:30 di ieri, 27 giugno 2013, come un fulmine a ciel sereno, un palestinese di religione cristiano (greco-ortodossa), il Dr. Saad Tarazi, residente a Lissone, fa capolino nella mia vita di professionista che si sta occupando delle sue questioni (mio malgrado, avviando una procedura d'urgenza contro il Comune di Macerata, che, tra l'altro, ha dato i natali a Laura Boldrini, per un'ingiustizia a danno di un mio cliente mentre il dirigente è in ferie: una quota delle tasse annuali che pago al Comune di Macerata, ove ho lo studio, forse servirà per rifondergli le spese legali: impensabile come si amministra la cosa pubblica in Italia), grandi o piccole ingiustizie, come mille altri avvocati italiani, con una toccante lettera che non posso astenermi dal pubblicare, avutane espressa autorizzazione dall'interessato.
Gli lascio ben volentieri la parola, che, tra l'altro, sa usare molto bene; e capirete ben presto il perché.
"Gentile,
Mi rivolgo a Lei per portare a Sua conoscenza una situazione che mi riguarda personalmente ma che, secondo me, ha una valenza di interesse generale.
Sono palestinese di religione cristiana (Chiesa Greco-Ortodossa) costretto a lasciare Gaza per le ragioni che si possono intuire.
Sono arrivato in Italia il 30 dicembre 2004 ed ho ottenuto un permesso di soggiorno per motivi di studio.
Dal mio arrivo in Italia, ho conseguito una laurea in Scienze e Tecnologie Orafe presso l'Università Milano Bicocca e dopo ho frequentato il Master in Ingegneria nel settore orafo presso il Politecnico di Torino, sede di Alessandria.
Durante tutti questi anni ho pagato le tasse universitarie, mantenendomi grazie a un lavoro part-time presso la Fondazione “la Vincenziana”, dove svolgo servizi di guardiano notturno.
Il 15 ottobre 2008 ho presentato domanda per asilo politico ed il 6 novembre 2008 ho ottenuto lo Status di rifugiato politico.
Successivamente, ho presentato domanda per ottenere la cittadinanza italiana il 9 settembre 2010, presso la Prefettura di Milano. A un anno dalla domanda, ho ricevuto comunicazione dalla Prefettura da cui si deduce che per concedere la cittadinanza si tiene conto non da quanti anni sono in Italia (dal 2004) ma della data in cui ho ricevuto lo Status di rifugiato politico, nel mio caso il 6 Novembre 2008, e solamente da tale data partono i cinque anni dopo i quali viene concessa la cittadinanza.
Successivamente ho fatto ricorso al TAR, e ho vinto. Qualche giorno dopo il 26/04/2012 il mio avvocato ha inviato tutti i documenti alla prefettura di Milano, ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta.
Il motivo principale per il quale mi permetto di sollecitare che mi venga concessa la cittadinanza italiana nel più breve tempo possibile è che mi è stato offerto di lavorare presso una importante azienda orafa nel Canton Ticino, Svizzera, ma purtroppo lo Status di rifugiato politico è incompatibile con la normativa dell'Ufficio svizzero di Immigrazione, mentre se avessi la cittadinanza italiana, potrei lavorare come “frontaliero”, senza neppure togliere la possibilità di impiego ad alcuno in Italia.
La mia famiglia vive in Australia; anche loro sono rifugiati, ho chiesto il visto al ambasciata australiana per andare a vedere la mia famiglia però loro hanno rifiutato il visto per motivo che io sono rifugiato in Italia.
Sono molto amareggiato e mi domando come non sia possibile trovare un rimedio che consentirebbe, a me, di risolvere una questione vitale, alla società svizzera di trovare il collaboratore tecnico che da tempo cercava e allo Stato italiano di applicare le imposte sulle mio reddito in quanto residente in Italia.
Le porto a conoscenza che in data 03/09/2012 ho ricevuto la raccomandata del Ministero del'Interno con la risposta alla mia domanda di cittadinanza italiana negativa.
Adesso sono preoccupato perche non so cosa fare! Le chiedo cortesemente ancora se può inviare e fare un appello, al Ministero dell'Interno o ad altri enti competenti, il dossier sulla mia situazione.
Anche volevo informarLa che il giorno 29/09/2012 mi sono recato dal sindaco di Lissone Concettina Monguzzi il quale mi ha riferito che la settimana scorsa ha ricevuto una telefonata dal Ministero dell'Interno dicendo che il presidente della repubblica non si occupa di questi casi per cui hanno rigettato la mia domanda.
Volevo informarLa che mi ha chiamato l'ufficio del Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione Riccardi la settimana scorsa, hanno detto che la cittadinanza italiana per me molto difficile, per avere la cittadinanza italiana per il merito o per il mio caso devo essere scrittore – calciatore, o etcc!!!!!!!!!!
In data 7 settembre 2012 la situazione da me stipulata in data 9 settembre 2010 rimane ancora respinta.
La risposta del TAR viene ancora respinta le mando in allegato la comunicazione anche certificato di residenza.
La risposta del TAR viene ancora respinta le mando in allegato la comunicazione anche certificato di residenza.
Sono convinto che se fossi un calciatore o un personaggio famoso o se solo avessi presentato la richiesta di asilo politico subito dopo il mio ingresso in Italia, non avrei incontrato così tanti ostacoli e oggi sarei cittadino italiano già da tempo.
Mi sembra che si tratti di un vero cavillo burocratico e chiedo perciò alle istituzioni italiane di essere considerato alla pari di tutti gli altri stranieri che, nelle mie stesse condizioni, sono fuggiti dal proprio paese e hanno avuto qui in Italia la possibilità di ricostruirsi una vita e un futuro. http://www.linkiesta.it/cittadinanza-italiana-saad-tarazi https://www.youtube.com/watch?v=GUqOWIkNaNc http://www.giornalettismo.com/archives/646275/il-ragazzo-palestinese-che-ha-il-sogno-di-diventare-italiano/ http://www.ilgiorno.it/monza/cronaca/2012/07/06/739947-saad-altazari-lissone-cittadinanza-italiana.shtml Cordiali Saluti Saad Tarazi" - Caro, carissimo Saad, ragazzo palestinese che ha il sogno di diventare italiano mentre l'Italia ha già ucciso i sogni, conosco bene, purtroppo, queste atroci traversie; debbo tanto a quanto mi ha insegnato il tenere su Studio Cataldi questa rubrichetta di servizio che mi accompagna da diversi anni, arricchisce la mia umanità di storie incredibili come la tua e vorrei avere un briciolo di potere per aiutarti o, forse questo ci vuole oggi in Italia, ...una bacchetta magica.
Una cosa è certa: se il Dott. Saad Tarazi non prende in men che non si dica la cittadinanza italiana, quello che, sciaguratamente e per nostra immensa sventura, ci troviamo a sovvenzionare con le nostre tasse buttate, dilapidate in acquisti demenziali di ordigni di morte (pure difettosi) come i caccia f35 per andare magari a bombardare una scuola di bambini afghani, non è un Paese civile, ma una pura entità geografica di cui vergognarsi profondamente. Un abbraccio fraterno e fammi sapere come evolverà la tua storia di aspirante transfrontaliero.
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(28/06/2013 - Avv. Paolo M. Storani)
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
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