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Eutanasia, condannata per avere aiutato la madre a morire

Milano, 10 dic. - (Adnkronos) - Un anno e mezzo con la condizionale. E' questa la pena patteggiata oggi, al Tribunale di Monza, dal giudice e dalla difesa della giovane che agevolo' il suicidio della madre che, malata terminale, fu mandata in Svizzera per un ''viaggio senza ritorno'' con l'aiuto, appunto della figlia Paola. La sentenza del giudice del Tribunale di Monza, Giuseppe Arrigo', arriva dopo l'accordo, tra accusa e difesa, di un patteggiamento della pena. Non solo. Alla giovane imputata, accusata di aver aiutato la madre gravemente malata a suicidarsi in Svizzera, il giudice ha riconosciuto un'attenuante importante, che potrebbe far discutere in futuro: l'aver agito per motivi di particolare valore morale. Il 'caso' di Paola e di sua madre era emerso alle cronache nell'estate scorsa quando la donna di 54 anni, malata di sclerosi laterale amiotrofica, una malattia devastante e fatale, era andata a Zurigo in una clinica dove si pratica il suicidio assistito. Paola aveva tentato a lungo di dissuadere la madre dal recarsi in Svizzera a morire. Ma alla fine aveva ceduto. Dopo aver preso il primo contatto con la clinica il 24 giugno scorso via Internet, aveva prenotato un taxi per disabili perche', nonostante le sue insistenze, la donna ha voluto fare ''da sola'' l'ultimo viaggio. Oggi, in aula a Monza, Paola non c'era.
E, agli atti non restano che le frasi scritte dalla ragazza in un lungo e commovente memoriale nel quale ha messo nero su bianco le tappe del lungo calvario sostenuto. Quello di oggi non e' il primo caso deciso dal Tribunale di Monza. Nel giugno del 1988 ci fu un altro caso di eutanasia, sempre nella citta' lombarda, e che vide come protagonista un uomo, Ezio Forzatti, che stacco' la spina alla macchina che teneva in vita la moglie, in coma irreversibile da tempo, ricoverata all'ospedale San Gerardo. In primo grado era stato condannato a sei anni e sei mesi con l'accusa di omicidio colposo. Ma in appello, a Milano, nell'aprile del 2002, Forzatti fu prosciolto ''perche' il fatto non sussiste''. La sua 'storia' rappresenta un precedente importante.
(10/12/2003 - Roberto Cataldi)
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