Sei in: Home » Articoli

Diritto Universitario. Ultime novità in materia di trasferimento da ateneo comunitario ad ateneo italiano per anni di corso successivi al primo – Corsi di laurea a “numero chiuso” – CONSIGLIO DI STATO

studenti università

Nel solco di un orientamento assolutamente unanime nella propria giurisprudenza, il TAR Abruzzo L'Aquila con l'ordinanza n. 25 del 23/01/2013, depositata il 24/01/2013, ha accolto l'istanza cautelare proposta avverso il decreto con il quale era stata negata l'ammissione alla procedura di rilascio dei nulla osta al trasferimento per l'iscrizione ad anni successivi al primo, per il corso di laurea magistrale in odontoiatria e protesi dentaria.

Il Tribunale Amministrativo abruzzese ha confermato il proprio indirizzo fondato su due principi fondamentali:

1) la necessità di completa assegnazione dei posti rimasti vacanti nell'ambito del contingente destinato agli studenti extracomunitari residenti all'estero;

2) la possibilità di trasferimento da un ateneo comunitario ad un ateneo italiano a “numero chiuso”, con riferimento ad anni successivi al primo.

Ebbene, le Amministrazioni hanno impugnato l'ordinanza n. 25/2013 dinanzi al Consiglio di Stato, tradizionalmente propenso a “ribaltare” le pronunzie del TAR L'Aquila in materia di trasferimento da ateneo comunitario ad ateneo italiano.

Le difese svolte dalla studentessa appellata si sono fondate su numerose argomentazioni ma in particolare:

a) sulla conseguita idoneità al test di ammissione alla facoltà a “numero chiuso” (in tal senso ordinanza del TAR L'Aquila n. 222/2012);

b) sulla carriera universitaria pregressa (seppure maturata all'estero), utile a qualificare l'interesse pretensivo all'iscrizione alla facoltà a “numero chiuso” sia nel caso di domanda di trasferimento che in ipotesi di semplice domanda di immatricolazione (si veda TAR L'Aquila ordinanza n. 49/2013);

c) sul principio di necessaria completa assegnazione dei posti vacanti, prevalente su qualsiasi altro aspetto tecnico-giuridico-fattuale.

I Giudici di Palazzo Spada, con l'ordinanza n. 1636 del 08/05/2013, con riferimento alla fattispecie di “trasferimento” da ateneo comunitario equipollente ad ateneo italiano per anni successivi al primo ed in accoglimento parziale dell'appello proposto dall'Università e dal MIUR, hanno riconosciuto la rilevanza della conseguita “idoneità” all'esame di ammissione al c.d. “numero chiuso” (“allineandosi” di fatto all'orientamento giurisprudenziale di cui il TAR dell'Aquila è precursore). Nella pronunzia si evidenzia tuttavia la necessità di procedere allo scorrimento della graduatoria ai fini dell'assegnazione dei posti vacanti.

In esecuzione dei due provvedimenti cautelari e nonostante l'accoglimento parziale dell'appello, l'Amministrazione, ad avviso dello scrivente, non potrà non consentire l'iscrizione della studentessa e tanto per molteplici ragioni:

1) Vi sono ancora numerosi posti vacanti che vanno necessariamente assegnati, in presenza di soggetti detentori di un interesse pretensivo qualificato;

2) Con riferimento ai posti riservati a studenti extracomunitari, non vi è una graduatoria per i trasferimenti ad anni successivi al primo della facoltà a numero chiuso presso l'Università degli Studi dell'Aquila; non potrà pertanto effettuarsi alcuno scorrimento;

3) Ad anno accademico quasi concluso lo scorrimento di una ipotetica graduatoria (che nel caso di specie non esiste) non potrebbe più effettuarsi, essendo le attività didattiche praticamente terminate (solo uno studente che sta frequentando il medesimo corso di laurea, anche in ateneo comunitario equipollente, potrebbe proseguire un iter didattico e di studi ormai concluso, con riferimento ad anni di corso successivi al primo).

Il sopracitato provvedimento cautelare del Consiglio di Stato sembra dunque lasciare ampi spiragli alle aspettative di studio e professionali di tanti studenti, fino ad oggi impossibilitati a ricoprire posti previsti nel contingente delle facoltà a “numero chiuso” e mai assegnati.

Vittoria (RG), 13 giugno 2013.

Avv. Giovanni Francesco Fidone - www.studiolegalefidone.it

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
(21/06/2013 - Avv. Giovanni F. Fidone)
Le più lette:
» Cassazione: il giudice non può mortificare gli avvocati con compensi irrisori
» Il figlio che non aiuta i genitori commette reato
» Diritto all'indennità di accompagnamento e Inps: la Cassazione accoglie la domanda
» Multe e bolli: come si rottamano e cosa si risparmia
» Il rifiuto della notifica di un atto giudiziario
Commenta
con Facebook
 
Commenta
con disqus
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF