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Resistenza a pubblico ufficiale e concorso morale

g8 polizia scontri sicurezza
di Luigi Del Giudice - Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 19 Aprile 2013, n. 18242
E' da ritenersi sussistere il reato di cui all'art. 337 cod. pen, nei confronti di quattro indagati, facenti parte del gruppo di giovani che, armati di scudi, avevano fronteggiato gli agenti di polizia e dal quale erano state lanciate pietre e bombe carta contro i pubblici ufficiali.
In particolare la Corte di Cassazione ha giÓ avuto modo di sottolineare come integri il concorso morale nel delitto di cui all'art. 337 codice penale il comportamento di chi, assistendo ad una resistenza attiva posta in essere con violenza nei confronti di un pubblico ufficiale da altra persona con la quale partecipa ad una comune manifestazione collettiva, rafforzi l'altrui azione offensiva, o ne aggravi gli effetti, ponendo in essere condotte di aperta ostilitÓ ovvero pronunciando espressioni minacciose all'indirizzo del pubblico ufficiale e dei suoi collaboratori (Sez. 6, n. 18485 del 27/04/2012, Carta, Rv. 252690; Sez. 6, n. 40504 del 26/05/2009, Torrisi, Rv.245011; Sez. 6, n. 7445 del 02/04/1992, Gori, Rv. 190890), dunque tenendo un qualsiasi comportamento che serva a fortificare o rinvigorire l'iniziativa criminosa materialmente riferibile ad altro soggetto che di quello stesso gruppo faccia parte.
Luigi Del Giudice
www.polizialocaleweb.com
(12/06/2013 - Luigi Del Giudice)
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