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Cassazione: furto in auto? Ha gli stessi requisiti del furto in abitazione

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di Licia AlbertazziCorte di Cassazione Penale, sezione quarta, sentenza n. 4215 del 28 Gennaio 2013. Condannato per furto di beni custoditi in autovettura privata, l'interessato ricorre alla Suprema Corte contestando l'inquadramento della fattispecie criminosa nell'ambito del più specifico reato previsto dall'art. 624bis del cod. pen.: il furto in abitazione. Secondo il ricorrente non sussisterebbe il requisito dell'uso esclusivo del luogo in cui si è consumato il furto da parte del proprietario, essendo il veicolo – luogo del reato – stato parcheggiato nell'area condominiale sottoposta a servitù pubblica di passaggio. Il veicolo non potrebbe così assumere, in quel determinato contesto, funzione di pertinenza rispetto all'abitazione principale.


Interviene la Corte di Cassazione spiegando come, nel corso del tempo, il concetto di abitazione abbia subito sensibili mutamenti interpretativi, sino a giungere all'attuale orientamento che ne fa un'interpretazione estensiva.

Il concetto di pertinenza poi, inteso come “rapporto di strumentalità e di complementarietà funzionale, tale da far ritenere appartenenza ciò che concorre a soddisfare le esigenze concrete delle persone cui l'abitazione serve da alloggio” va agganciato ora a quello di privata dimora, concetto più ampio rispetto a quello di abitazione. Se nella prima accezione rientrano tutti quei luoghi finalizzati a soddisfare le esigenze della vita domestica e familiare, con il termine privata dimora si intende “qualsiasi luogo, esclusa l'abitazione, ove ci si soffermi ad esercitare, anche transitoriamente, manifestazioni delle attività individuali per motivi leciti e diversi”. Nel tempo la giurisprudenza ha classificato come tali, ad esempio, il locale autorimessa staccato dall'abitazione principale nonchè la stanza d'ospedale.


Concludendo, la Suprema Corte ritiene che il fatto che la vettura si trovasse in sosta nell'area condominiale destinata al parcheggio pubblico non rilevi al fine di escludere la qualità di pertinenza della stessa rispetto all'abitazione principale, situata all'interno del condominio.

Ha quindi rigettato il ricorso e confermato la condanna statuita in appello.

Vai al testo della sentenza 4215/2013
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(22/04/2013 - Licia Albertazzi)
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