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CROCIFISSO in aula e DIVIETO per altri simboli religiosi o atei - Il sondaggio bis proposto dal Giudice TOSTI

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Su Posta & Risposta n. 369 pubblichiamo una nuova lettera pervenutami alle h.10:26 del 12 marzo 2013 dall'account di posta elettronica del Dott. Luigi Tosti, vale a dire, nel gergo banalizzante del mondo mediatico, il Giudice anticrocifisso; a Studio Cataldi siamo abituati a ricevere molti contatti, ma non mi attendevo che si sarebbero scatenati i commenti di un plotone così agguerrito su un argomento che in questo frangente non è di stretta attualità, come invece quello dei matrimoni tra persone dello stesso sesso che pure abbiamo lungamente trattato: fortuna che almeno i Conclavisti sono in isolamento ferreo (in digital divide) nella Cappella Sistina per l'elezione del Pontefice, altrimenti non ci sarebbe stata proprio gara.
Infatti, a tacer della miriade di messaggi postati dai lettori, mentre sto scrivendo i favorevoli alla presenza del crocifisso nelle aule di giustizia sono il 67%, mentre i contrari appena 33%; anche per riequilibrare il dibattito (leggo, a titolo esemplificativo, la chiusa del post del lettore 'Predi', ma tutto si può dire al Dr. Tosti meno che manchi di cultura) cedo illico et immediate la parola al nostro gradito visitatore interlocutore, che attende il responso della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo:
"Egregio Avvocato,
ho apprezzato il suo intervento per stimolare un sondaggio sulla questione della presenza del crocifisso. Credo, tuttavia, che l'esito del sondaggio sia influenzato dal modo in cui la domanda è stata posta. Nel caso di specie la domanda andrebbe formulata, più correttamente, in questi termini: "Siete favorevoli all'esposizione nelle aule giudiziarie del crocifisso cattolico e al contestuale divieto di esporre i simboli delle altre religioni?". Se la domanda venisse posta in questi termini, i lettori sarebbero sollecitati a valutare e riflettere sull'aspetto più rilevante della questione, cioè quello discriminatorio. L'esito del sondaggio sarebbe dunque più significativo e più interessante. D'altro canto, se si chiedesse ai lettori: "Siete favorevoli a far salire sui mezzi di trasporto pubblico i bianchi che hanno pagato il biglietto?", la maggioranza di essi sarebbe indotta a rispondere in senso positivo, perché è normale che chi ha pagato il biglietto possa viaggiare sul mezzo pubblico. Ma se la domanda venisse posta in questi termini: "Siete favorevoli a consentire che sui mezzi pubblici viaggino soltanto le persone di razza bianca?", l'esito del sondaggio sarebbe più interessante e significativo, perché i lettori sarebbero stimolati a riflettere sull'aspetto discriminatorio di un provvedimento di quel genere. E la questione dell'esposizione dei crocifissi negli uffici giudiziari (e pubblici in genere) non è dissimile dall'esempio che ho fatto, perché lo Stato italiano consente (anzi: impone) che venga esposto il simbolo di una particolare confessione (quella cattolica), ma vieta che vengano esposti i simboli delle altre confessioni religiose e degli atei: e questa nient'altro è, a mio avviso, che discriminazione religiosa.
Sarebbe dunque molto interessante che, subito dopo aver chiuso questo primo sondaggio, ne venisse riproposto un altro con un quesito (come quello da me proposto) che induca il lettore a valutare e riflettere sull'aspetto discriminatorio della esposizione del solo crocifisso. E sarebbe poi veramente interessante confrontare i due risultati, per vedere in quale misura gli esiti siano stati influenzati dal modo di porre la domanda.
Saluti cordiali
Luigi Tosti"
.
Giro la proposta di sondaggio-bis al nostro Direttore. Ringrazio tutti coloro che vorranno intervenire ancora votando il sondaggio qui in calce e/o lasciando un commento.
Il sondaggio è aperto. Vota anche tu:
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(12/03/2013 - Avv. Paolo M. Storani)
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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