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Cassazione: rubare in Chiesa Ŕ come rubare ai poveri.

ladro furto
di Barbara LG Sordi -
Chi di noi da bambino (ma anche da grande), guardando Robin Hood della Disney, non ha detestato lo sceriffo di Nottingham intento a requisire (o meglio sottrarre) a Fra' Tac i pochi soldi raccolti ler i poveri? Io moltissimo, e come me sono certa anche uno dei giudici della Sprema Corte.

Di fronte al ricorso di un uomo, Raffaele C., accusato e condannato dalla Corte d'appello di Trieste a quattro anni di reclusione e 800 euro di multa per aver sottratto dei soldi ad un parrocco di Udine, gli ermellini non hanno voluto sentire ragioni. Rubare in chiesa equivale a rubare ai poveri e pertanto la Cassazione sottolinea l'importanza di scoraggiare i furti e le truffe ai danni dei preti. Come si legge nella sentenza 3339/2013 della Seconda sezione penale rubare l'obolo destinato alla caritÓ fa scattare immediatamente l'aggravante prevista dall'art. 61 c.p..

La tesi di merito a riguardo della sulla sussistenza delle aggravanti ha evidenziato come "le opere di caritÓ rappresentano un 'servizio' tipico del ministero cattolico - come nel caso delle elemosine espressamente destinate dagli oblanti ai 'poveri della parrocchia' - sicche' modeste elargizioni a persone bisognose o indigenti, costituiscono, di fatto, una costante dell'attivita' dei parroci".

Ecco ora ci vorrebbero pi¨ sentenze per rammentare anche ai nostri politici che le continue tasse sono un furto ai danni di noi poveri cittadini, senza che ci sia il tramite di preti o sacerdoti naturalmente.
Email barbaralgsordi@gmail.it
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(26/01/2013 - Barbara LG Sordi)
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