Sei in: Home » Articoli
 » Avvocatura

Cassazione: l'avvocato pu˛ informare il cliente dell'esito dell'udienza anche solo verbalmente

avvocato donna id10425
Sentenza Cassazione Civile, sezione terza, n. 938 del 16 Gennaio 2013
La materia della responsabilitÓ professionale dell'avvocato Ŕ stata di recente oggetto di revisione ed innovazione normativa dovuta alla recente entrata in vigore della riforma forense (Legge 31 Dicembre 2012 n. 247 pubblicata in G.U. lo scorso 18 Gennaio) la quale ha rimarcato come sia necessario che venga rispettato il principio della trasparenza del rapporto tra cliente e patrocinatore

Esistono tuttavia determinati limiti entro cui la relativa azione di responsabilitÓ per ottenere il risarcimento del danno causato da negligenza, imprudenza o imperizia del professionista pu˛ essere esercitata. In particolare, Ŕ onere del cliente interessato provare in corso di causa la violazione effettuata dal professionista, nel rispetto della normativa sul contratto di mandato cosý come regolato dagli articoli 1703, 1708. 1710 e 1712 del codice civile. Ed occorre previamente identificare quali comportamenti assunti dal legale possano essere ricondotti ad una delle tre categorie sopra menzionate.

La sentenza in oggetto a tal proposito esclude espressamente che si configuri responsabilitÓ professionale in capo all'avvocato che abbia comunicato in forma orale e non scritta, l'esito dell'udienza al cliente (in questa occasione al soggetto avente la rappresentanza legale della societÓ in giudizio) causando senza colpa l'avverarsi di determinate conseguenze negative. Questa comunicazione deve infatti ritenersi liberatoria degli obblighi del mandatario una volta espletata appunto nei confronti del legale rappresentante della societÓ mandante.

Il caso preso in esame dai giudici di piazza Cavour, si riferisce al giudizio avente ad oggetto la richiesta di risarcimento danni rivolta nei confronti di un avvocato che, nell'ambito di una procedura di sfratto per morositÓ, avevo messo di informare la cliente sull'esito dell'udienza in cui era stato concesso il termine di grazia di 90 giorni per sanare la morositÓ, con la conseguenza che lo sfratto era stato poi convalidato.

I giudici di merito avevano giÓ respinto la domanda rilevando che in realtÓ l'avvocato aveva informato sull'esito dell'udienza il socio accomandante coniuge del socio accomandatario e che questi si era anche lamentato del fatto che per sanare la morositÓ vi sarebbe stato anche un aggravio di spese legali.


Vai al testo della sentenza 938/2013
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
(01/02/2013 - Licia Albertazzi)
Le pi¨ lette:
» Diritto all'indennitÓ di accompagnamento e Inps: la Cassazione accoglie la domanda
» Telefonia: Vodafone e 3 dovranno rimborsare i clienti
» Tribunale di Milano: i redditi in nero del marito non contano ai fini dell'assegno alla ex
» Avvocati: sanzioni fino a 30mila euro per chi non identifica i clienti
» Il rifiuto della notifica di un atto giudiziario
Commenta
con Facebook
 
Commenta
con disqus
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF