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Come uscire dalla crisi: patrimoniale o keynesianismo? Di la tua!

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di Barbara LG Sordi -
In MEDIAevo n.18 il pungente e raffinato Avv. Storani ha fatto un elenco (deprecabile e persino spregevole) di ciò che alcuni consiglieri della Regione Lombardia si sono comprati con i nostri contributi economici (sudatissimi), frutto di tasse.

Ora sperare in una risalita di china per poter dimenticare queste brutture (ma la Minetti poi Mignottocrazia di Paolo Guzzanti l'ha letto o doveva apporre suo autografo per farne dono a qualche fan???) è più che lecito, soprattutto perché siamo ancora all'inizio dell'anno, e sperare è ancora d'obbligo, non un optional.

Noi speriamo che chi verrà dopo questo governo tecnico-ma-non-troppo riesca a trovare la giusta via per migliorarci un po' la vita. Anche se considerando l'inizio tartassato, abbiamo poco da sperare.

È il momento però sacrosanto di pretendere giustizia ed equità (urca, mi sento molto profetica), con soluzioni politico-economiche che possano giovare anche la classe media e non solo i gradini più alti, ed intoccabili, di questa castocrazia (la scrittura facilitata mi dà "cadrò razzia", e il secondo termine mi par più che azzeccato!).

I grandi economisti e le grandi nazioni (ad esser meglio di noi al momento ci vuol poco, solo la Siria si sta impegnando un po' di più) puntano a due soluzioni per la crisi economica mondiale e nazionale (per lo meno quest'ultima), vedremo quale toccherà a noi.

Soluzione uno:

Patrimoniale

Arghh, solo a sentirla nominare ai più i capelli si ingrigiscono. Non è più che logico colpire le fasce con reddito superextra per aiutare chi meno ha? Il principio di Robin Hood applicato ai giorni nostri. Eppur pare che non sia questa la via migliore e per vari motivi. Vediamone in breve alcuni.

-Si rischierebbe l'incostituzionalità: guardate la figura da cioccolataio del nostro vicino Hollande. L'aveva sparata grossa in elezioni e ancor più grossa l'aveva fatta per mantenere fede alle proprie promesse (che ingenuotto, dovrebbe venir da noi a farsi dare ripetizioni!). Tassare i patrimoni sopra il milione di euro del 75%, con risultato di aver provocato un esodo simile a quello ebraico del Cinquecento. E aver fatto arrabbiare non solo Depardieu ma anche la Corte costituzionale.
- Si rischierebbe la rivolta dei più conservatori e potenti: vedi Obama. Che nel suo bengodi detassato rispetto al nostro povero stivaletto, vorrebbe alzare a 39,6%(!) dall'attuale 35% i patrimoni sopra i 400mila dollari. Un pivello.
- Si rischierebbe l'espatrio del Cavaliere: beh questo sarebbe un buon motivo per votare Pd e sperare in una patrimoniale epocale.

Soluzione due:

Keynesianismo (Teoria monetaria moderna o neo-cartalesimo)

Nulla di pericoloso, a parte l'essere impronunciabile dai più. Trattasi di teoria economica vecchia di almeno 80 e passa anni (coscritta di molti nostri politici, che l'avranno certamente vista nascere), applicata con successo anche negli Usa dopo la crisi del '29 e ahinoi anche da Hitler. Consiste in un principio assai semplice, che Roosvelt capì molto bene: popolazione tartassata= crescita zero= Stato povero.
Bene in base a questa semplice uguaglianza lo Stato per risolvere la crisi dovrebbe aiutare concretamente i poveri sudditi, cioè cittadini, dando accesso a soldi piuttosto che depauperandoli degli stessi. Allora via con immissione di denaro foraggiato dalle zecche nazionali, stampato dunque di fresco (cartalesimo, da charta) per sanare debiti e incentivare così l'economia, aumentando il malefico Pil e diminuendo il deficit. Nella visione keynesiana (semplificata per noiartri), quella della teoria del moltiplicatore, ogni dollaro/euro investito si moltiplicherebbe magicamente per cinque. Non chiedetemi come o perché. Un sogno. Attenzione però: lo stesso premio Nobel per l'economia Paul Krigman è convinto che questa sia la sola via di uscita dalla crisi mondiale.

Ora però, visti i pro, vediamo gli eventuali contro: -Inflazione: per molti, tra cui Monti certamente e Cameron pure, non è parsa una soluzione ideale. Troppo denaro stampato ex-novo potrebbe far aumentare l'inflazione e minare pure lo stato assistenziale. Sul primo concordiamo, ma sul secondo peggio di così che ci può essere per noi italiani? Tanto varrebbe provarci almeno.

Ricordiamoci che la Ue pretende da noi un proseguo nell'Austerity per poter far fronte al Fiscal compact. Ma questa è un'altra, tremenda, storia.

Ora, poste le due teorie. Quale è la vostra proposta?
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(03/01/2013 - Barbara LG Sordi)
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