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CONDOMINIO e MEDIAZIONE - Lettera al Presidente Napolitano - Principio di UGUAGLIANZA

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POSTA & RISPOSTA n. 362 è anche la puntata d'esordio del 2013; sarà un anno interessante - per dirla con Alessandro Robecchi "se siete muniti di elmetto di paracolpi in kevlar ...se avete anche una buona assicurazione contro le catastrofi sarà estremamente interessante"; per prima cosa intendo ringraziare di vero cuore tutti i molti lettori, come ad esempio la cara Valeria Cavalli di Torino (ricorderete il caso delle multe inique per lo smaltimento rifiuti), ci hanno formulato, inaspettatamente, gli auguri; intendiamo dedicare il riavvio del dialogo con i visitatori di Studio Cataldi ad un nostro attento frequentatore, L.L., che ha pur firmato con nome e cognome ma, per ragioni sue, non vuol figurare: lettera assai istruttiva pervenutami alle h.11:05 del 2 gennaio 2013 che prende le mosse da un mio minuscolo contributo sulla proditoria introduzione della mediazione obbligatoria all'interno della Riforma del Condominio:
"Egregio Avvocato, pur essendo un semplice cittadino (non ho titoli da esibire) ho seguito con molto interesse tutta la vicenda della nuova legge sul condominio e, in tempi utili, mi ero permesso di far giungere ai vari membri delle commissioni Giustizia, sia della Camera che del Senato, alcune mie semplici osservazioni; un solo onorevole ha trovato il tempo per rispondermi, dicendomi, in buona sostanza, che mancava il tempo per modificare, migliorandoli, il contenuto di alcuni articoli. Dopo l'approvazione definitiva da parte del Senato, prima della ratifica da parte del Presidente della Repubblica, mi ero permesso di inviare al medesimo, questa mia lettera: Stim.mo Signor Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
non ho alcun titolo particolare da anteporre per rivolgermi a Lei, se non quello di essere un cittadino della Repubblica Italiana. Sono un proprietario di appartamento in un condominio, pertanto ho seguito con molto interesse tutta la vicenda legislativa della cosiddetta Riforma del condominio.
Nel mio piccolo mi sono anche permesso di inviare suggerimenti e proposte ai vari componenti delle Commissioni, sia della Camera che del Senato, che hanno legiferato in materia.
Non le nascondo la mia profonda delusione nell'aver appreso che il Senato non ha ritenuto opportuno modificare il testo pervenutogli dalla Camera pur in presenza della recente pronuncia della Corte Costituzionale in merito alla bocciatura della cosiddetta Mediazione civile, perché bisognava "chiudere" e approvare una legge la cui discussione si trascinava da tempo.
Forse i cosiddetti "esperti" in giurisprudenza mi diranno che su questo, come su altri punti a mio parere controversi, presenti nella legge appena approvata, si tratta di cose di poco o nessun conto, ma io temo che saranno fonte di notevole contenzioso e purtroppo i costi graviteranno sulle spalle dei cittadini.
Le chiedo sommessamente: non può fare nulla perché tale legge non venga promulgata così com'è ma venga corretta almeno nei punti che certamente saranno forieri di nuovo contenzioso? RingraziandoLa anticipatamente se vorrà dare una scorsa a questa mia lettera, Le porgo i più cordiali saluti e auguri. *** (n.d.r.: qui figura la firma, con nome e cognome, del nostro lettore), cittadino della Repubblica Italiana 30 novembre 2012

Naturalmente non ho avuto alcun riscontro a quanto scritto. Sono contento che queste mie perplessità vengano manifestate anche da chi, per professione, opera nel settore.
Tanto a pagare saranno sempre i comuni cittadini che, volendo veder riconosciuti i loro diritti, si troveranno in un nuovo immenso ginepraio.
NB. Non mi dispiacerebbe vedere pubblicato il commento, mettendo solo "lettera firmata". Grazie!" - La Sua bella lettera è balsamo sulle mie ferite di ...collega-cittadino. Se avessi un briciolo di potere, avrei quanto meno prestato il massimo ascolto alla Sua ottima e tempestiva segnalazione. Ma il problema è che Lei non si chiama Mancino (o Sallusti, il cui caso carcerario è stato selezionato dal Colle e dai media in una marea di situazioni penitenziarie da quarto mondo, delle quali il nostro Portale spesso si è occupato, situazioni che avrebbe meritato almeno la precedenza), quantunque questi sia ora un semplice cittadino proprio come noi due; anzi, essendo anche avvocato, Nicola Mancino per me è pure doppiamente collega, pur godendo - presumo - di un trattamento pensionistico, sempre da noi erogato, che nemmeno oseremmo immaginare. E dire che quel suo modo di esprimersi (la mia adorata nonna Adele era nata in Irpinia) mi riesce pure simpatico e familiare.
Evidentemente, l'uguaglianza è un principio che, al Quirinale (che, tra l'altro, costa al Popolo Italiano all'incirca dieci volte quello tedesco, ma i grandi organi di informazione non possono o non vogliono scriverlo) e non solo, si può modulare. Le rivoluzioni americana e francese hanno stabilito che i medesimi diritti fondamentali debbono essere riconosciuti a tutti i cittadini in qualsiasi sistema politico. Nella fattispecie, però, si applica il motto finale de "La fattoria degli animali" di George Orwell: "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri".
Speriamo che il nuovo anno 2013, in una palingenesi, ci porti un ceto politico completamente diverso da questo, sordo a tutto meno che ai ...potenti richiami, benché si tratti pur sempre di un nostro stipendiato. Di certo, uno Stato democratico non potrebbe augurarsi cittadini migliori di Lei. E uno Stato in democrazia si fonda proprio sul principio dell'eguaglianza di tutti i cittadini. Ovvietà? Maria Laura Lanzillo nel saggio "E' possibile una società giusta?", edito da Laterza nel 2004 nel volume "Le Stelle di Talete. Le domande della filosofia" (G. Cambiano - M. Mori), alle pagine 96-114 si domanda: "Ma siamo proprio sicuri che interrogarci sull'uguaglianza sia così ovvio?"; la docente dell'Università di Bologna Alma Mater Studiorum, Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, prosegue: "pensiamo per un momento a come reagiremmo se a professoressa di italiano un giorno entrasse nella nostra aula e, consegnando i compiti in classe corretti, dicesse a Marco: 'Ti ho dato un voto più alto perché sei biondo'. Rimarremmo per un attimo esterrefatti, ma subito dopo seguirebbe senz'altro una furibonda protesta collettiva contro il trattamento disuguale che viene riservato a tutti coloro che non sono biondi, cioè che non sono uguali a Marco".
I consociati che offrono, come ha fatto Lei, sig. L.L., il loro aiuto disinteressato, senza chiedere niente, con la sola stella cometa del bene comune, sono una risorsa preziosa. Se il ...collega blogger Beppe Grillo vuole inserire in lista il nostro lettore, siamo disposti a tentare di forzare la naturale ritrosia dimostrata nel carteggio.
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(03/01/2013 - Avv. Paolo M. Storani)
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(Per la rubrica "Posta e Risposta")
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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