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Violenza sulle donne. Possibile che si creda ancora alle streghe?

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di Barbara LG Sordi -
Altro che piccoli scandali da strada, con protagoniste donne che dell'ammiccamento hanno fatto una scelta professionale. Qui di seguito tratterò di uno scandalo causato da eccessivo perbenismo e bigottismo.

Non me ne vogliano bigotti e perbene, ma quel che è accaduto in Liguria, a San Terenzio (Lerici), è degno dell'era medioevale, post-barbarica però, non di quella pre-umanesimo. In questo meraviglioso comune, come riporta una notizia della repubblica.it, presta servizio un prete che ha fatto parlare di sè in più di un'occasione.

Il don, Piero Corsi, si è distinto per aver affisso volantini anti-islamici e minacciato un clochard, reo di aver osato fare l'elemosina, brandendo persino un candelabro. Non dovrebbe dunque stupire la sua ultima boutade, affiggere al di fuori della chiesa alcuni passaggi di un editoriale apparso su pontefix.it, e contenente perle di saggezza del tipo: " femminicidio? Le donne facciano autocritica, quante volte lo provocano?". E ancora: "donne e ragazze in abiti succinti provocano gli istinti, facciano un sano esame di coscienza: forse ce lo siamo andato a cercare".

Ora, altro che indignarsi. La presidente di Telefono Rosa, Maria Gabriella Carneri, è giustamente virata al porpora/ bordeau e chiede un intervento del Papa stesso, ridimensionato poi in un appello al vescovo di La Spezia affinché rimuova il volantino.

Il problema è che, rimosso il volantino, i cervelli di chi lo ha concepito non muteranno, così come di migliaia di persone che sono convinte che se ci si veste in maniera provocante tutto può essere lecito. Tutti d'accordo che siamo in un epoca di decadenza dei costumi, e blablabla, però non è accettabile giustificare pensieri così retrogradi.

Mi viene in mente un bellissimo film con la bravissima Jodie Foster per protagonista, "Sotto accusa", in cui la Foster è una cameriera scosciata che finisce con l'essere vittima di uno stupro di gruppo. Naturalmente parte della giuria giudicante è convinta che sia tutta colpa sua, ma per fortuna il suo difensore, un procuratore donna (Kelly McGillis), riesce a mettere in luce la verità e far notare che "oltre le gambe c'è di più". Forse dovrebbero trasmetterlo più frequentemente, per invitarci tutti a riflettere sulla pericolosità di certe affermazioni.

E pensare che la nostra bella penisola è in testa alla classifica europea per il maggior numero di omicidi di donne e di violenze domestiche. E nel mentre si discute se sia necessaria o meno una legge per contrastarla, tentiamo almeno di resettare i pensieri.
Email barbaralgsordi@gmail.it
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(27/12/2012 - Barbara LG Sordi)
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