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E per il prossimo Natale niente pellicce, per favore.

natale
di Barbara LG Sordi -
Lex & the City - pensieri leggeri politicamente (s)corretti - episodio 13


Passato anche questo Natale. Certamente per molti all'insegna del risparmio, magari rimandando parte dei regali al periodo dei saldi (ormai prossimo). Spero di tutto cuore che i pochi soldi disponibili non siano stati buttati per acquistare qualsiasi cosa sia insanguinata dalla pelliccia di un povero animale, che sia un capo di abbigliamento o un accessorio, anche un semplice bordo ad un cappuccio o ad un paio di guanti.

La pelliccia è realmente preistorica, e con tutto rispetto per i nostri avi, lasciamola appunto a trogloditi e uomini di Neanderthal. Oggigiorno le alternative per potersi riparare dal freddo sono molte, grazie a materiali tecnici e pellicce ecologiche. E senza una pelliccia addosso si può sopravvivere tranquillamente ed essere lo stesso eleganti (e poi chi ha mai detto che indossare una pelliccia sia davvero elegante?). Ve lo dice una che nel mondo della moda e dell'abbigliamento milita da circa vent'anni; e l'uso di pelliccia non lo ha mai capito e accettato. E garantisco che per vendere abiti o per vestirsi non sono indispensabili.

Detto ciò gioisco infinitamente quando apprendo di paesi che decidono di abolire l'orrore degli allevamenti di vittime destinate allo scuoiamento, vietandoli, bandendoli. Fregandosene soprattutto delle leggi del mercato. L'Olanda ha recentemente vietato qualsiasi tipo di allevamento di animali da pelliccia, dopo anni di richieste da parte delle società animaliste, non soddisfatte della parziale chiusura di allevamenti di cincillà e volpi nel 1995 e 1998. La legge imporrà la chiusura di ben 159 allevamenti di visoni, che ogni anno sacrificano ben 6 milioni di animali. Certo il divieto sarà effettivo dal 2014, così da permettere lo smantellamento e la riconversione degli allevamenti in attività agricole sovvenzionate dal Governo. Che accantonerà ogni anno un paio di milioni di euro, sino a raggiungere la più che dignitosa cifra di 28 milioni di euro.

L'Italia potrebbe fare altrettanto. Da noi gli allevamenti sono una decina, nulla a confronto di quelli olandesi. E le raccolte di firme della Lav, supportate dalla Brambilla, viaggiano ormai verso le 50mila necessarie affinché la proposta di legge venga presa in considerazione da Parlamento e Senato. Ma non basta solo chiudere gli allevamenti, è necessario diffondere una cultura anti-pellicia. Per farlo basterebbe far vedere come gli animali vengono "trattati", come vengono uccisi, talvolta solo tramortiti per essere scuoiati, così che il sangue irrori ancora la pelle e mantenga più lucido il pelo. A me, per capire cosa siano in realtà le pellicce, è bastato vedere una volta soltanto l'esecuzione di una magnifica volpe: un anodo in bocca e un catodo nell'orifizio anale e zac nessun danno al pelo. Peccato che la volpe debba porre fine ai suoi giorni solo perché colpevole di avere un bel pelo. E non ditemi per favore che così si giustiziano anche gli esseri umani, perché ciò non giustifica le atrocità.

Boicottiamo anche i prodotti low-cost cinesi, che abbondano di pellicce di gatto e di cane. Gli animali sono tenuti al gelo e stipati in gabbie in attesa di essere macellati. In alcuni paesi, tra cui di nuovo l'Olanda, ne è proibita l'importazione. Cerchiamo di fare in modo che lo siano anche da noi, o perlomeno non alimentiamo il mercato. I cinesi se non vendono non producono (ancora una volta fidatevi di chi ci ha lavorato per anni), quindi potrebbe essere anche questa una via.

Bene, allora per il prossimo Natale mi auguro che non ci siano più pellicce vere. Sarebbe un bel Natale ed un regalo perfetto per chi rispetta gli animali (e gli esseri viventi in generale).
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(26/12/2012 - Barbara LG Sordi)
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