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Decreto di Sviluppo: e vai che si fa!

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di Barbara LG Sordi -
Sono giorni di incertezze su tutti i fronti. Finirà o no il mondo (anche se ormai dovremmo averla scampata)? Finirà o no il Governo Monti? Finirà la smania del Cav di farci tutti ricchi e contenti? Finirà o no la sensazione di oppressione che si avverte ogni qual volta si sente pronunciare la parola decreto e legge?

Bene, al momento sono sprovvista di una risposta efficace. Anche se potrei pensare che alcune delle mie domande hanno un'implicita risposta positiva, sì sono insomma delle polite questions

E in cotal bailamme si muove il Governo (Parlamento e Senato) per attuare un fenomenale rush finale: approvare il maggior numero possibile di decreti e varare eventuali emendamenti (tanto per tenersi sempre impegnati ed allenati!). Impossibilitato soltanto nella ciclopica impresa di modificare la legge elettorale, della quale ancor non c'è una meno indegna versione.

E allora ecco il via dalla Camera al Decreto di Sviluppo, che da 32 articoli è magicamente riuscito a lievitare a quota 70. Come se non ci bastassero. La Camera ha approvato (261 voti favorevoli, 55 contrari e 131 astenuti) in via definitiva il disegno di legge, già benedetto dal Senato, di conversione del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, "Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese (C. 5626)".

In questa bella fiumana di inchiostro alcuni punti paiono essere decisamente a nostro favore, in qualità di cittadini. Come quelli che riguardano l'Agenda Digitale, l'Informatizzazione e le Start Up. La prima richiama alla mente una PA veloce, efficiente e sicura; friendly per i cittadini smart. Speriamo che non si fermi ai soli termini anglofoni. L'Agenda Digitale infatti dovrebbe contenere indirizzi di posta elettronica certificata di privati cittadini ed imprese, così che la comunicazione tra pubblico e privato possa correre un po' più alla velocità di internet. Rassegniamoci allora in partenza, la banda larga da noi è ancora rapida come un bradipo. Ma grazie a ben 150 milioni di stanziamento che il decreto riserva proprio al suo sviluppo, possiamo ben sperare.

Strettamente legata a questa visione di un pubblico molto 2.0 c'è anche l'Informatizzazione naturalmente. Tutto presto sarà in formato digitale: certificati medici, fascicoli sanitari elettronici, testi scolastici e persino biglietti di trasporti urbani (su questo nutro perplessità: a fatica si riesce a fare un biglietto del treno su internet. Provare per credere.). Oltre alla terribile dematerializzazione amministrativa scolastica e universitaria. Ohibò!

E poi ci sono le Start Up, che porterebbero una bella ventata di aria fresca in un momento di stallo nell'imprenditoria. Sgravi e agevolazioni fiscali, disciplina speciale per i rapporti di lavoro di durata quadriennale e ancora una volta, ovviamente, semplificazioni amministrative (e a furia di sentire queste parole il Governo rischia che le si metta realmente nella nostra agenda, digitale of course!).

In aggiunta al trittico va citato anche il progetto Desk Italia, a cui Monti ha lavorato personalmente intrattenendosi a più riprese con potenti businessmen stranieri. Il "banchetto" che permetterebbe alle aziende italiane di creare contatti con società straniere, volenterose di investire qui da noi. Emiro del Qatar sei più che benvenuto ovviamente.

Anche le Banche vengono toccate dal decreto: risarcimenti per danni provocati da ritardato perfezionamento della surrogazione dei finanziamenti bancari, governance e struttura delle banche popolari. Banco Posta potrà trattare oro ed esportare il proprio "brand" anche all'estero.

Passera si è detto molto soddisfatto per i lavoro compiuto, anche se un paio di voci non hanno soddisfatto completamente né Camera né noi: gomme termiche obbligatorie in alcune condizioni e Abs obbligatorio in tutti i veicoli a due o tre ruote di cilindrata superiore a 125 cc. Non contenti anche per la proroga delle concessioni balneari per altri cinque anni, che ci costerà una bella multa dalla UE. Bene così quel che si raschia da una parte si rischia (uella , che gioco di parole!) di buttarlo dall'altra. Ultimo punto interessante: il maxi-emendamento per la fiducia. Una sorta di sindacalizzazione dei manager aziendali. No, non tesseramento obbligatorio con un sindacato, quanto invece la possibilità anche per i manager in esubero nelle aziende in difficoltà che possa esserci un accompagnamento in denaro, ossia un prepensionamento, da concordare con i sindacati.

Passera ha precisato che gran parte del lavoro svolto, ha implicato la conclusione di progetti iniziati e non completati dal governo precedente. E noi con loro gioiamo sperando ora che lo Sviluppo si avveri realmente.
Scarica il PDF del Decreto Sviluppo dal sito della Camera (33 MB)
Oppure vedi qui sotto:
Email barbaralgsordi@gmail.it
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(14/12/2012 - Barbara LG Sordi)
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