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Patto tra generazioni: fuori il vecchio il nuovo avanza!

coppia amanti
di Barbara LG Sordi -
Ieri a Milano, come nella maggior parte della nostra penisola, nevicava e tutto sembrava più magico. Persino andando in macchina verso un punto nevralgico di shopping extraurbano; il che la dice lunga su quali incredibili incantesimi ( o rimbambimenti, a voi la scelta) può il periodo natalizio.

Ed in questo contesto surreale naturalmente non poteva mancare il concertone di Sant'Ambroeus ad inaugurare la stagione del Teatro alla Scala (se poi ci fosse un qualsiasi lettore melomane che mi potesse spiegare perché sempre Wagner e mai un italiano abbia l'onore di aprire l'anno, lo ringrazierei). Ed altrettanto d'obbligo la PROTESTA, ordinata e piuttosto educata, che ogni anno viene registrata all'esterno del teatro. Quest'anno però non solo Animalisti anti-orride-pellicce ma anche tanti tantissimi giovani.

Forse non proprio tutti carini, ma certamente tutti molto arrabbiati. Uniti nella protesta contro il Governo, nella persona del suo massimo esponente Giorgio Napolitano. Protestavano per la prospettiva azzerata di trovare un posto di lavoro decentemente, e forse anche per l'annientamento totale di sogni e speranze. Che in una Nazione che tal vuol definirsi, non è proprio un segno positivo.

Ora a questi ragazzi vogliamo invece dire che il Governo VI PENSA. State tranquilli, in fondo sarete voi a dover sostenere il carrozzone di pensionati, esodati e compagnia bella. E frutto di tanto elucubrare é un vero e proprio DECRETO ministeriale per i giovani, un Patto tra le Generazioni, prossimo ad essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Elsa Fornero, messe da parte le lacrime, sta cercando concretamente di far qualcosa per incentivare l'entrata dei giovani nel mondo del lavoro. Senza però scordarsi dei nonnetti che, visti i tempi, il posto di lavoro invece non lo vogliono mollare!

Il Decreto avrà come attori ben cinque parti: soggetti pubblici, Enti previdenziali, imprese, lavoratori anziani e lavoratori giovani. Ecco in sintesi come i nostri tecnici pensano di poter implementare l'occupazione giovanile. Un gentil nonnetto non ancora in età pensionabile potrebbe decidere di trasformare il suo contratto da tempo pieno a part-time, lasciando così spazio al giovane; che verrebbe assunto con contratto d'apprendistato. Per tal cortesia all'anziano lo Stato verserà la differenza dei contributi che avrebbe maturato continuando a lavorare a tempo pieno. Fondamentale poi che a livello di numeri di impiegati non ci sia sbilancio in negativo. Tradotto: per uno che si dimezza ci deve essere uno che entra. Altrimenti diventerebbe un gioco per "esodare" impiegati a spese dello Stato.

Ora con parole della Fornero stessa:"L'idea di un patto fra generazioni e' certamente una prospettiva, anche etica, di grande respiro, che si auspica possa in futuro sostenere azioni concrete per disegnare una societa' più equa e più inclusiva". E così "si assicura la salvaguardia dei livelli di occupazione per le nuove generazioni e si mantengono condizioni di reddito accettabili per le fasce di popolazione meno giovani".

Idea buonina. Potrebbe anche essere buona se mi spiegassero anche come si possa mantenere una condizione di reddito accettabile a chi verrà dimezzato lo stipendio, dato che la pensione non mi risulta venga percepita quando ancora in attività. E poi tutti questi soldi per compensare i contributi mancati siamo proprio certi che ci siano?

Mah. In attesa di good news
speriamo solo di avere meno giovani, carini, disoccupati e ormai disillusi in giro. Ci contiamo!
Email barbaralgsordi@gmail.it
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(08/12/2012 - Barbara LG Sordi)
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