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Crocifisso, l'Avvocatura dello Stato presenta ricorso

L'Avvocatura dello stato in rappresentanza del Ministero dell'Istruzione e della scuola materna elementare 'Novelli' di Ofena, ha presentato ricorso contro l'ordinanza di rimozione del crocifisso dalle aule. E ne ha chiesto l'immediata sospensione. La Croce infatti ''come ha pure affermato il Consiglio di Stato in un noto parere del 1988, a parte il significato per i credenti, rappresenta il simbolo della civilta' e della cultura cristiana nella sua radice storica, come valore universale, indipendentemente da specifica confessione religiosa'' si legge nella nota dell'Avvocatura generale dello Stato che ''in rappresentanza del minsitero dell'Istruzione e dell'istituto scolastico di Navelli ha proposto reclamo al collegio'' contro l'ordinanza.
L'Avvocatura ''ha innanzitutto rilevato il difetto di rappresentanza legale sui figli da parte del solo genitore Adel Smith e la carenza di giurisdizione nella materia del giudice dal medesimo adito. Nel merito l'Avvocatura ha rilevato che, comunque, il diritto vigente e' nel senso della piena conformita' della esposizione del Crocifisso nelle aule. Le disposizioni che tale esposizione contemplano, risalenti ad anni anteriori al Concordato del 1929 e certamente non incise dalle modifiche del 1984, si basano su un concetto nient'affatto confessionale e di fede''. L'Avvocatura contesta altresi' ''le ragioni di urgenza che hanno indotto il giudice a provvedere in via cautelare con effetto immediato, prima di rimettere la questione, indubbiamente delicata, alla valutazione di merito dell'organo collegiale''. Percio' l'Avvocatura ha chiesto ''la sospensione immediata del proveddimento adottato''. A fronte di un presunto ed ipotetico pregiudizio per i figli del ricorrente, che pure non presentava la necessita' di un intervento immediato considerato che il Crocifisso e' sempre stato al suo posto nel passato anche al cospetto dei medesimi, si deve considerare il sicuro e attuale gravissimo pregiudizio sul regolare andamento dell'insegnamento pubblico nella scuola in questione'' poiche' la stessa esecuzione ''induce ed amplifica nei confronti della maggioranza degli altri alunni gravissimo turbamento, aggravato dalla difficolta' di comprensione delle ragioni della rimozione''. ''E' facilmente intuibile -conclude la nota- il ben diverso impatto emotivo nei confronti di alunni, immaturi per eta', di fronte a un mutamento, repentino e per loro non percepibile nelle ragioni giuridiche, di una realta' quotidiana finora trascorsa nella considerazione ideale del simbolo che si intende rimuovere''.
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(30/10/2003 - Adnkronos)
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