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I contenuti del decreto anticorruzione in breve

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Durante la seduta del 31 ottobre, la Camera ha approvato (con 480 voti a favore, 19 conto e25 astenuti), dopo mesi di trattative e lunghi lavori, il testo definitivo di quello che è ormai noto come decreto anticorruzione.
Si è trattato dell'ultimo step, dopo il voto favorevole del Senato: il prossimo passo sarà la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che conferirà al provvedimento il rango di Legge dello Stato.
Ecco, in breve, i punti chiave del decreto.

1. Previsione di un nuovo organismo con funzioni di controllo, poteri istruttori e sanzionatori sulle Amministrazioni Pubbliche in materia di contrasto del fenomeno della corruzione: si chiamerà “Commissione per la trasparenza delle amministrazioni pubbliche”.

2. Revisione delle norme incriminatrici in materia, con un inasprimento generale delle pene e l'introduzione di nuovi reati. In particolare, le nuove norme penali incriminatrici prevedono:

- l'introduzione del nuovo reato di "CORRUZIONE TRA PRIVATI", attraverso la modifica dell'art. 2635 C.C.: la nuova norma punisce con la reclusione da 1 a 3 anni tutti quei soggetti con ruoli attivi all'interno delle societa' (amministratori, direttori generali, dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, sindaci, liquidatori) i quali si fanno consegnare denaro o altre utilità a fronte del compimento o dell'omissione di determinati atti in violazione dei propri doveri.

- la previsione di una nuova fattispecie che punisce le cosiddette influenze illecite, ossia i comportamenti di quei soggetti privati i quali, millantando rapporti di favore con un funzionario pubblico dotato di poteri decisionali, si fanno dare o promettere denaro o altre utilità a fronte della loro intermediazione illecitamente volta ad indurre il pubblico ufficiale a compiere - magari più celermente - un atto del proprio ufficio o, addirittura, un atto contrario ai propri doveri d'ufficio o degli obblighi di fedeltà che competono loro, cagionando con ciò un danno alla società. Le pene sono raddoppiate se il soggetto passivo e' una società quotata.

- una rimodulazione del reato di concussione, in relazione al quale vengono previste due distinte fattispecie, punite con pene distinte.

La prima e più gravemente punita è la fattispecie relativa alla concussione cosiddetta "per costrizione", che prevede una pena detentiva piuttosto severa, che va dai 6 ai 12 anni di reclusione; più lieve la punizione per il caso di "concussione per induzione", punita con il carcere dai 3 agli 8 anni (pena più lieve rispetto a quella sino ad ora prevista, che andava dai 4 ai 12 anni).

- l'inasprimento delle pene per molti dei reati contro la P.A. già previsti dal codice penale (in particolare il peculato, l'abuso d'ufficio, la corruzione in atti giudiziari, la corruzione per atti d'ufficio o per atti contrari ai doveri d'ufficio).

3. Nuove norme riguardanti la Magistratura;
- introduzione del divieto, per i Magistrati di qualunque ordine e grado (ma anche per gli avvocati), di partecipare a collegi arbitrari, pena la decadenza dall'incarico e la nullità di ogni atto compiuto;
- introduzione dell'obbligo, per i Magistrati che assumono incarichi esterni, di dichiararsi fuori ruolo, con l'introduzione di un limite temporale massimo di 10 anni.

4. Esclusione dei soggetti che hanno riportato condanne per delitti non colposi (in particolare delitti contro la P.A, delitti di mafia o reati che destano particolare allarme sociale) dalla possibilità di essere titolari di appalti pubblici.
Il ddl ha inoltre conferito al Governo una delega per legiferare in materia di esclusione dalle cariche elettive di quei cittadini che abbiano riportato condanne superiori ai 2 anni per i delitti già citati.

5. Nuove norme sulla trasparenza, tra le quali si possono annoverare:
- la tenuta di un registro delle imprese "virtuose", non soggette ad alcun sospetto di infiltrazione mafiosa;
- la creazione di apposite banche dati, pubblicate anche on line, per rendere conoscibili i dati relativi ad opere ed appalti pubblici;
- pubblicazione dei dati relativi a incarichi e compensi dei dipendenti pubblici;
- obbligo per la P.A. di comunicare al Ministero competente, che provvedera' a trasmetterli all'Authority anticorruzione, i dati dei dirigenti pubblici nominati in modo discrezionale direttamente dagli organi politici.

6. Redazione di un codice di comportamento per tutti i dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni e creazione di figure preposte al controllo del fenomeno corruttivo, attraverso l'individuazione specifica delle aree di rischio e la predisposizione di appositi piani anti corruzione.

7. Previsione di anonimato e tutele per quei dipendenti pubblici che decidano di denunciare fatti di corruzione posti in essere dai colleghi.

Vai al testo del DDL Anticorruzione
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(04/11/2012 - A.V.)
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