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Legge di Stabiltà: Robin Hood ci salverà?

licenziato licenziamento
di Barbara LG Sordi -
Dopo la pubblicazione sui giornali di quanto è stato deciso in CdM sulla legge di stabilità, è più che lecito domandarsi se un atletico e coraggioso uomo (politico, ahimè!) in calzamaglia, alias Robin Hood verrà mai a salvarci.

Tranquilli, Stefano Fassina, responsabile per l'economia del Pd, ha già sollevato Monti dall'incarico, candidandolo semmai come uno dei possibili cattivi e definendolo un perfetto “anti Robin-Hood”. Diciamo anche che Monti &co ci provano anche a colpire i più ricchi, ma pare proprio che questa sia un'impresa veramente Titanic-a. E questo si sa, è tutto un altro film, che si vorrebbe evitare di interpretare se non altro per scaramanzia, viste le troppe similitudini tra la nave inglese e la nostra penisola, vanto di non si sa più chi.

A dare un colpo di grazia e scoraggiare questi già di per sé labili tentativi si sono messi anche i magistrati, o meglio la Consulta, che ha dichiarato incostituzionale il decreto 78/2010 (epoca Berlusconi, ministro Tremonti) che prevedeva la diminuzione degli stipendi sopra i 90mila euro di amministratori e funzionari pubblici, manager e magistrati in testa. La legge prevedeva tagli tra il 5% e il 10%, che però sono stati giudicati una “violazione del principio di uguaglianza” tra pubblico e privato.

Toghe e top-manager a parte, cosa fa mai di Monti un perfetto anti-Robin Hood? Forse qualche "insignificante" provvedimento preso con la legge di Stabilità? E si badi bene a non chiamarlo più Patto, visto che pare non mettere proprio d'accordo nessuno. Men che meno noi cittadini che lo subiamo.

Che sia forse l'Irpef diminuito di un punto, ma non a quei poveri cristi che guadagnano meno di 8 mila euro all'anno? Ma no, a conti fatti non pagano tasse, quindi non vi par giusto che paghino almeno un punto in più di Iva? Altrimenti potrebbero rischiare di diventare dei novelli Briatore, e privarsi del piacere di sfidare l'impossibile compito di arrivare a fine mese.

Oppure che siano le modifiche apportate alla dichiarazione dei redditi 2012? Simpaticamente retroattive, visto che le tasse le pagheremo (ahi) sì l'anno prossimo, ma riferite ai guadagni di quest'anno appunto. E che ci priveranno dell'alleggerimento delle gabelle, grazie a tagli su detrazioni e deduzioni.

Ma che volete che sia mai? Le deduzioni non sono altro che banali agevolazioni che permettono di sottrarre spese, che so, per adozioni internazionali, donazioni a enti no-profit, assegni all'ex-coniuge. Il Governo ha pensato bene di applicare una franchigia di 250 euro per i redditi sopra i 15 mila euro. Quindi si sottrarranno solo e soltanto nella fetta eccedente i 250, ad esclusione delle spese per la previdenza complementare. Ah, già, scordavo un picoooolo dettaglio: franchigia imposta anche per le spese mediche per portatori di handicap (!!). Stoccata che temo non permetterà a Monti di indossare la calzamaglia (che l'abbia fatto di proposito?).

Le detrazioni, cioè le sottrazioni di spese (sanitarie, ristrutturazioni edilizie, assicurazioni sulla vita, spese funerarie, spese per l'istruzione e per lo sport) dall'imposta lorda fissate al 19% (al momento, perché sono probabili nuove aliquote da gennaio), avranno anche loro la franchigia di 250 euro ma anche, udite udite, un tetto massimo di 3.000 euro. Quindi all'atto pratico non si potrà mai superare la cifra di 570 euro, qualsiasi spesa si sia affrontata. Esentate dal tetto massimo, ma non dalla franchigia (raddoppiata rispetto a prima), le spese sanitarie. Però se malauguratamente si è goduto di ottima salute e si è speso 210 euro, cavoli nostri, niente detrazioni. Così come se il corso di nuoto di nostro figlio è costato solo 200 euro, l'anno prossimo saremo meno pidocchi e ci dedicheremo a trovare la piscina giusta per spendere almeno il doppio.

Perché in mancanza di un Robin Hood la calzamaglia possiamo mettercela anche noi! Tanto il freddo è alle porte...
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(13/10/2012 - Barbara LG Sordi)
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