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Obbligo di formazione continua e deducibilità dei relativi costi

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La riforma delle professioni, che tocca tutti i liberi professionisti e non soltanto la classe forense, ha comportato e comporta tutt'ora evidenti modifiche ed adeguamenti degli iscritti agli albi professionali: dalle forme di pubblicità professionale ai rapporti con i clienti, dalla modifica delle tariffe all'obbligo di formazione continua. L'art. 131 del Codice deontologico forense sancisce l'obbligo per gli avvocati (e a breve probabilmente anche per i praticanti) dell'aggiornamento professionale periodico. Tale dettato normativo è stato oggetto di integrazione con il regolamento di formazione continua pubblicato dal Ministero proprio nel Settembre 2012, le cui sorti sono tuttavia in sospeso2. Questo regolamento darebbe attuazione alla Legge di stabilità (Legge 183/2011), successivamente novellata dal decreto liberalizzazioni (decreto legge 24 gennaio 2012, n.1) e dal Decreto del Presidente della Repubblica del 7 Agosto 2012, n. 137. La ratio della riforma consiste nel garantire ai clienti preparazione completa, consentendo al singolo professionista di accedere ad un processo costante di crescita professionale e preservando in questo modo il prestigio di tutto l'ordine forense.

La redazione e la supervisione in ambito di procedura di accreditamento, l'approvazione delle richieste degli enti adibiti alla formazione continua degli avvocati ed il controllo sull'operato dei professionisti sono stati riservati al Consiglio Nazionale Forense. Il professionista iscritto all'albo è tenuto a frequentare un certo numero di corsi di aggiornamento professionale (optando appunto tra quelli riconosciuti, anche in modalità di e-learning) ognuno dei quali “pesa” in termini di crediti formativi (generalmente 1 ora di convegno corrisponde ad 1 credito formativo). Al termine di un determinato periodo, definito “anno formativo” e corrispondente all'anno solare, il professionista dovrà aver concluso il ciclo di formazione ottenendo un numero di crediti che può variare tra i 20 ed i 40. Diverso è il “periodo di valutazione della formazione continua” che consiste nell'arco di tempo minimo rispetto al quale il CNF effettua le dovute verifiche e corrisponde ad un triennio. Il professionista dovrà totalizzare almeno 90 crediti nell'arco di tre anni, e gli stessi dovranno essere distribuiti in modo omogeneo per ogni anno solare, ad es. 30 – 30 – 30 o 20 – 30 – 40. E' garantita totale libertà di scelta degli argomenti oggetto dei singoli corsi di formazione.

Un'eventuale violazione di questo dettato da parte del professionista costituisce un illecito disciplinare, la cui gravità con conseguente sanzione disciplinare viene valutata dalle Commissioni disciplinari indipendenti istituite presso i singoli Consigli dell'Ordine territoriali (nuovo organo introdotto dalla riforma).

Passando all'aspetto fiscale, la circolare della Agenzia delle Entrate n. 35/E prevede agevolazioni per i professionisti iscritti agli albi. I costi sostenuti per la formazione continua possono essere dedotti dal reddito di lavoro autonomo nel limite del 50%, unitamente alle spese per la partecipazione ai corsi di aggiornamento. In questo modo l'Agenzia risponde alle numerose questioni poste dai professionisti, commercialisti e consulenti fiscali, in questo periodo di riforma normativa, relativamente all'aggiornamento professionale per l'anno 2012.

1” E' dovere dell'avvocato curare costantemente la propria preparazione professionale, conservando e accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori nei quali svolga l'attività. I. L'avvocato realizza la propria formazione permanente con lo studio individuale e la partecipazione a iniziative culturali in campo giuridico e forense. II. E' dovere deontologico  dell'avvocato quello di rispettare i regolamenti del Consiglio Nazionale Forense e del Consiglio dell'Ordine di appartenenza concernenti gli obblighi e i programmi formativi”.

2Regolamento impugnato innanzi al TAR dal Consiglio Nazionale Forense, ricorso ancora pendente.

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(26/09/2012 - Licia Albertazzi)
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