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Italia e Germania padroni delle televisioni private spagnole

le televisioni italiane in spagna
Quali sono i maggiori operatori televisivi privati all'interno del mercato spagnolo? Chi si trova in una posizione di dominio in Spagna? A chi sono affidate le decisioni circa la gestione delle imprese dei media e, in particolar modo, dei rispettivi dipendenti? Chi è l'attore di mercato che riesce ad effettuare la maggior raccolta all'interno del mercato pubblicitario spagnolo? La risposta è molto semplice: i maggiori operatori televisivi del mercato spagnolo sono di propria straniera. Sono soltanto quattro i canali che trasmettono nel formato della televisione digitale terrestre che i possano considerare estranei ai capitali stranieri. Il caso più emblematico è quello di Intereconomia TV, un canale il cui controllo azionario e dei contenuti è sottoposto interamente a capitali spagnoli. Gli altri venti canali attivi all'interno della televisione in formato digitale terrestre sono di propria straniera, specialmente, di aziende italiane e tedesche: nel primo caso, Mediaset ha il controllo di Telecinco, Cuatro, La Siete, FDF, Divinity, Energy, Boing e la tienda en casa – proprietà dell'ex primo ministro italiano Silvio Berlusconi per il 41.5 percento – con Paolo Vasile e Giuseppe Tringali in qualità di CEO del gruppo. Il Grupo Antena 3, invece, è controllato da una partnership tra l'editore spagnolo Planeta e l'editore italiano De Agostini, che è inoltre il suo maggiore azionista, considerando che detiene il 44.5 percento del capitale. Il presidente è José Manuel Lara Bosch, sebbene in realtà il veneziano Maurizio Carlotti è responsabile dei contenuti. Tra gli azionisti, con il 20.5 percento, è presente anche la tedesca UFA film – ex RTL Group – e il fondo di investimento Fidelity International Limited, con l'1.87 percento. Mediaset e il Grupo Antena 3 sono le due più grandi aziende televisive private spagnole: insieme detengono 16 canali – otto ciascuno – con un audience che raggiunge il 52.1 percento (27.5 e 24.6 percento). I due gruppi, del resto, riescono a totalizzare ben l'85 percento di introiti pubblicitari dell'intero mercato spagnolo, limitando in questo senso le opportunità di crescita da parte di altri gruppi dei media spagnoli. Prima dell'introduzione del decreto del ministro dell'industria Miguel Sebastián, nel 2009, l'industria televisiva spagnola era intesa come un servizio pubblico essenziale di proprietà pubblica, con limiti precisi nell'operato del privato. Una volta eliminato il limite del 5 percento di proprietà dell'azionariato di un'impresa televisiva, lo stesso è stato incrementato fino al 27 percento, favorendo l'acquisto di Cuatro da parte di Mediaset e di Sexta da parte di Antena 3, con una riduzione della concorrenza. Così succede che le decisioni strategiche dei gruppi televisivi operanti in Spagna sono prese da proprietari stranieri che, come ad esempio nel caso di Mediaset, hanno importato in Spagna gli stessi programmi trasmessi sulle reti italiane, trasformando la televisione in Spagna in un modo anche spesso al di là di quelli che sono gli interessi spagnoli: il caso più lampante è quello di Telecinco, che mutua direttamente da Canale 5 le tipologie di programmi. Per gli imprenditori interessati a fare business in Spagna è disponibile una comparativa fiscale con pratico esempio al seguente link:COMPARATIVA FISCALE ITALIA - SPAGNA
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(21/05/2012 - L.V.)
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