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Pausa pranzo: può costare 280 euro al mese per gli italiani, il 3% in più rispetto al 2011

federconsumatori
Secondo alcuni dati forniti dall'O.N.F., Osservatorio Nazionale Federconsumatori, la pausa pranzo si fa di anno in anno sempre più cara per gli italiani: i soli prezzi applicati nei bar e in punti di ristoro self service sono infatti aumentati di oltre il 3% rispetto al 2011. Prendendo ad esempio un pasto tipo, comprensivo di acqua, pasta, macedonia e caffè, si evince che il pasto di un lavoratore consumato in un bar o in una struttura self-service può arrivare a costare fino a 12,70 euro al giorno, che in un mese diventano ben 279,40 euro, il 130% in più rispetto al 2001. “Alla luce di questi rincari, in tempo di crisi, sono sempre di più, quindi, i consumatori che rinunciano alla “pausa pranzo” nei punti self service/bar e preferiscono portarsi il pranzo da casa, oppure acquistarlo direttamente nei negozi” ha dichiarato l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori. Sulla scia del caro carburanti e del calo dei consumi causato dalla crisi economica, inoltre, i prezzi dei prodotti continuano a salire: si tratta, secondo, l'O.N.F., di aumenti visibili e destinati a peggiorare a ad aggravarsi a causa dell'aumento di oltre il 5% del prezzo delle materie prime nel settore agroalimentare. Entrando nel dettaglio dei dati rilevati, emerge un aumento per tutti i prodotti solitamente consumati dai lavoratori durante la pausa pranzo: particolarmente rilevante il fatto che nel decennio 2001/2011 il mezzo litro d'acqua sia aumentato del 227% mentre il gelato del 290%, e che nel solo biennio 2010/2011 sia stato registrato un notevole aumento del 7% per il classico panino.
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(11/04/2012 - Andrea Proietti)
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