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I divieti dei botti. Quando la salute è minacciata dai petardi

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- di Gennaro Iasevoli, psicologo, volontario della Protezione civile. Di recente molti Comuni hanno deciso di vietare l'uso di spari pirotecnici nella notte di San Silvestro. Quello che si vuole evitare è il possibile danno alle persone visto che ogni anno si registrano centinaia di feriti e anche qualche morto. Ma si vuole salvare la vita agli animali dato che ogni anno per i petardi muoiono circa 5000 animali per lo spavento. Ma perché risulta così difficile rinunciare ai botti e al rumore? La diffusione degli spari pirotecnici nelle mani dei ragazzi e degli adulti è direttamente correlata a situazioni psicologiche compromesse. Ci possono essere dei vissuti di ansia, di insoddisfazione o altre inquietudini esistenziali. Spesso è da questi disagi che nasce il bisogno di sentirsi "forti" avendo in mano qualcosa da far esplodere. Sparando ci si illude di poter resettare in meglio la propria vita insignificante, anche se poi tutto finisce lì in rozzi rumori e fumi puzzolenti, che confermano maggiormente la stupidità dell'azione. Con un pò di introspezione psicologica, si può agevolmente comprendere che chi compra, accende e lancia questi velenosi cartocci esplosivi, non apprezza la natura e vive nell'ansia di farsi notare e di richiamare con la prepotenza l'attenzione su di sé. Lo sparo dirompente e fumoso è il mezzo prepotente e prevaricante, che si usa per attirare o per spaventare gli altri, illudendosi di diventare più "uomini" al cospetto degli altri. e non è solo il capodanno a diventare occasione perl l'uo dei botti. Centinaia di pregiudicati che alla fine della pena carceraria rientrano nello loro famiglie sono spesso accolti con esplosioni di castagnole e bengala.
Anche le feste padronali sembrano necessitare del "botto" per farsi "sentire". I ragazzi di strada, poi, già dal mese di novembre e fino a tutto gennaio, spendono tutti i loro spiccioli in esplosivi che utillizzano poi negli spazi pubblici o dentro ad aree condominiali, senza rispetto di alcuna norma umana e legale.
Non c'è dubbio: siamo sempre di fronte a pratiche malsane e pericolose e in qualche modo di origine tribale. Però la speranza di uscire da questi comportamenti è ancora limitata fin quando non si diffonderanno le conoscenze psicologiche sui motivi di queste azioni umane. Si buttano ogni fine anno decine di milioni di euro in botti, bombette e tric-trac e si diffondono sostanze tossiche e polveri sottili che intossicano l'aria già abbastanza rovinata da auto, aerei, bruciatori ed industrie. E non solo: si spaventano bambini, anziani, cani, gatti e uccelli. e tutto questo perchè qualcuno ha bisogno di sentirsi più uomo facendo più rumore possibile. Sarebbe il caso di cominciare a riflettere. g.i.
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(04/01/2012 - Prof. Gennaro Iasevoli)
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