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IMU: stangata da 1150 euro per le imprese

euro soldi crisi fallimento
di Nadia Fusar Poli -
Con l'IMU, la nuova imposta che in base a quanto previsto dalla nuova normativa assorbirà Ici e Irpef sui redditi fondiari delle seconde case e sostituirà l'Ici sugli immobili strumentali (ovvero negozi commerciali, laboratori artigianali, uffici e capannoni industriali), le aziende italiane potrebbero trovarsi costrette a pagare complessivamente 1,57 miliardi di euro in più. “Nel 2012 l'introduzione dell'Imu comporterà un aumento medio delle imposte a carico delle attività economiche pari a 1.159 euro. Una vera e propria stangata”. Alla luce della studio condotto dall'Associazione di Mestre, e che ha simulato gli effetti economici provocati dall'introduzione dell'Imu sui bilanci delle imprese italiane, il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi, lancia l'allarme. Muovendo dall'ipotesi di un'aliquota Imu del 7,6 per mille (come previsto dal decreto sul federalismo fiscale) e di un'Ici del 6,4 per mille (aliquota media nazionale applicata dai Comuni nel 2009), e tenendo altresì conto della rivalutazione dei coefficienti moltiplicatori che verranno applicati alle rendite catastali (in aumento per effetto del decreto salva Italia), l'Ufficio Studi della CGIA ha tratto le sue conclusioni. Considerando solo gli immobili produttivi di proprietà delle aziende l'applicazione dell'Imu, comporterà un aggravio della tassazione per un valore complessivo di 1,57 miliardi di euro, ovvero un amento medio di 1.159 € l'anno. “Il risultato di questa nostra simulazione – commenta Giuseppe Bortolussi – è condizionato dalla scelta dell'aliquota da applicare su tutta la platea degli immobili ad uso strumentale presenti nel Paese. La decisione di far coincidere l'aliquota applicata in questo caso/studio con quella ordinaria del 7,6 per mille, ci è sembrata la più equilibrata.
Il risultato emerso da questa elaborazione ha confermato la grande preoccupazione sollevata in questi giorni da molti osservatori: ovvero, che lo scambio tra l'Ici e l'Imu rischia di non portare nessun vantaggio alle imprese. Anzi, è molto probabile, se non saranno introdotte delle modifiche applicative, che dal 2012 che le imprese ed i liberi professionisti subiranno un ulteriore aggravio fiscale difficilmente sostenibile”.
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(17/12/2011 - Nadia F. Poli)
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