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Il recupero crediti in Spagna ed il processo monitorio spagnolo. Studio legale Ana Fernández & Geval

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Rilevanza sempre più grande sta acquisendo nell'ambito del diritto spagnolo, lo strumento della protezione del credito, che attua la tutela tramite un istituto ingiunzionale a carattere generale, innovazione che è da considerarsi notevole nell'ambito di un ordinamento, ed è caratterizzata da una serie di procedimenti speciali. E' indubbio che è stata realizzata una svolta importante nella gestione dell'amministrazione della giustizia, in base alla Legge n. 1/2000, la cosiddetta Ley de Enjuiciamiento Civil, che ha in generale regolato l'intera disciplina del processo ordinario civile e ha dato una netta modernizzazione di quello monitorio, poiché il legislatore spagnolo ha preso la decisione di accantonare tutta una sequela di procedimenti speciali che rischiavano di rendere farraginoso il sistema giudiziale, rallentando il lavoro degli uffici giudiziari, ed ha mirato a consolidare la protezione del credito. In primo luogo, perché il procedimento monitorio possa attuarsi è necessario che il debito consista in una somma certa, sia esigibile e la cifra non superi i 30 mila euro e soprattutto che quanto sopra detto risulti da documentazione firmata dal debitore, quale che sia stata la sua origine elettronica o cartacea; inoltre è necessario che i documenti siano dimostrabili in sede di tribunale. Sono da ritenere validi i documenti a titolo commerciale come ad esempio le fatture, i fax, i certificati di consegna et similia, purché confermino l'esistenza di un rapporto commerciale duraturo. Se tali documenti, necessari come requisito sostanziale per l'avvio del procedimento, non risultino controfirmati dal debitore, è importante che essi comunque attestino l'esistenza di crediti tra creditore e debitore. Inoltre come è onere del creditore dimostrare la prova documentale dell'esistenza del credito da tutelare, così anche il procedimento deve essere introdotto con una domanda scritta (petición) nella quale è sempre onere del creditore stesso dichiarare semplicemente l'identità del debitore, il domicilio o la residenza del creditore e del debitore, l'origine e il valore del debito. La facilità di accesso all'istituto e la sua immediatezza lo hanno reso uno dei strumenti legali più sfruttati e apprezzati nell'ambito del diritto spagnolo, al punto che un terzo delle controversie aventi come oggetto la riscossione di un credito fanno riferimento al processo monitorio. Ciò è dovuto anche al fatto che il piccolo o medio imprenditore, o anche il professionista scevro da qualsivoglia conoscenza giuridica, possono avvalersi di un procedimento veloce ed efficace al fine di recuperare il proprio credito, evitando in tal modo, sia i costi che le lungaggini del processo ordinario civile. Il debitore, a sua volta, deve presentare l'opposizione in forma scritta, con le relative motivazioni per le quali egli non ritiene di dovere la somma di cui gli viene ingiunto il pagamento. Nel caso in cui la somma è superiore a 900 euro l'opposizione deve essere posta in essere tramite un legale. Nel corso degli ultimi anni ci sono stati importanti cambiamenti volti a migliorare la protezione del credito; tali cambiamenti tuttavia hanno lasciato integra la struttura principale dimostratasi estremamente funzionale. A tal proposito è importante ricordare che un passo avanti di fondamentale importanza è stato determinato dal Regolamento CE 1896/2006 che ha immesso nel sistema normativo UE il procedimento monitorio europeo, avente come obiettivo, tramite una procedura ingiuntiva comune, il pagamento di crediti monetari transnazionali sia in ambito civilistico che commerciale, pur cercando sempre di pervenire allo scopo attraverso l'applicazione di strumenti di tutela economica e semplificata. Non è vano ricordare che il procedimento monitorio europeo non rappresenta l'unica modo di proteggere l'esigibilità di un credito, considerato che il nuovo strumento processuale comunitario non va a sostituire le procedure ingiuntive presenti in ogni Stato membro, infatti esso è da ritenere (tale è sempre stata la sua ragione d'essere) un mezzo aggiuntivo e facoltativo cui adire per i crediti pecuniari non impugnati. Tale tutela in Spagna è estesa anche alla materia di lavoro, in quanto essa non è compresa né nel diritto civile, né in quello commerciate. Ci si potrebbe chiedere perché richiamare la normativa europea parallelamente alla Ley de Enjuiciamiento Civil, la risposta sta nel fatto che il Regolamento, sebbene lo stesso sia applicabile direttamente negli ordinamenti nazionali, ha fatto sì che il legislatore spagnolo abbia dovuto modificare la LEC, introducendo nuove disposizioni atte a rendere più concreto e funzionale il nuovo modello di procedimento monitorio europeo. Si comprende che sia il Regolamento CE 1896/2006 che il successivo 861/2007 hanno contribuito all'applicazione dei principi evolutivi del nuovo modello ingiuntivo europeo, favorendo l'elaborazione della legge 13/2009, riguardante la riforma della legislazione processuale per l'introduzione di un nuovo ufficio giudiziale. In tal modo, si è risposto all'esigenza di stimolare un maggiore accesso a questa via processuale, decidendo di aumentare la cifra massima che può essere reclamata attraverso il processo monitorio, innalzandola da 30.000 a 250.000 euro. La stessa legge ha previsto anche la revisione della somma massima delle domande nell'ambito del processo verbale, con il superamento del doppio la cifra iniziale prevista dalla precedente normativa, passando dagli originari 3.000 agli attuali 6.000 euro. Altre importanti modifiche apportate dalla Legge 13/2009 sono da individuare nell'ambito del processo verbale, considerato che si è ritenuto doveroso innalzare l'ammontare di un reclamo che non preveda l'obbligatorietà d'intervento di un legale, passando dai 900 euro della precedente normativa ai 2.000 euro attuali. Una caratteristica da evidenziare, sempre in un'ottica di uniformità di tutela e certezza del diritto, è data dal fatto che il giudice può proporre una cifra inferiore rispetto a quella domandata nella sua petición, muovendosi in tal modo parallelamente a quanto emerge nelle linee guida indicate dal legislatore comunitario. Tuttavia anche se la legge favorisce che un cittadino possa tutelare la riscossione di un credito di modesta entità, presentando richiesta al giudice senza l'assistenza di un legale, è anche vero che in presenza di dubbi o incertezze, è auspicabile che il creditore ascolti i consigli di un legale in modo da affrontare la procedura senza alcun rischio. Per gli imprenditori interessati a fare business in Spagna è disponibile una comparativa fiscale con pratico esempio al seguente link:COMPARATIVA FISCALE ITALIA - SPAGNA
Studio Legale e di consulenza aziendale in Spagna
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Email: abogadafernandez@nonbisinidem.com
Contatti con lo Studio Legale Ana Fernandez & Geval

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(02/12/2011 - L.V.)
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