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VIVISEZIONE e LAGER - Lati oscuri - Allarme da Cremona

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POSTA e RISPOSTA n°149 è interamente dedicato al tema della vivisezione su cui verteva la puntata del 2 nov '11 con il contributo dell'affezionata lettrice Avv. Giulia BAMONTE; non voglio sottrarre spazio al Comitato che mi ha scritto alle h.20:34 del 3 nov '11 - COMUNICATO STAMPA UNA CREMONA - 26/10/2011 - “Vivisezione: i lati oscuri delle presunte novità” È stato approvato in Commissione Affari Sociali alla Camera un emendamento al disegno di legge di recepimento della Direttiva europea n. 63 del settembre 2010 in materia di vivisezione. Da più parti, anche in seguito a dichiarazioni del ministro Brambilla, la notizia è stata accolta con un'ondata di trionfalismo: vivisezione abolita e allevamenti di cani e gatti destinati alla vivisezione vietati. Assolutamente non è così! Non solo perché l'iter non è ancora concluso, ma anche per il contenuto stesso dell'emendamento. Innanzitutto, ci ha colpito la totale assenza da questo emendamento di una questione molto importante, quella dei cani e dei gatti randagi che, secondo la Direttiva Europea, possono essere utilizzati nella vivisezione.
Per loro, quindi, non vi sarebbe nessuna tutela, anzi con le (poche) limitazioni agli allevamenti di animali per i laboratori, potrebbero essere proprio i randagi a subire la vivisezione che questo emendamento non limita e non rifiuta. Non solo, ma le uniche specie di cui si occupa sono i primati, i cani e i gatti; tutte le altre numerose specie utilizzate nella vivisezione non vengono nemmeno prese in considerazione! La proposta si basa sulle cosiddette “3R” (comma a), ossia sulle linee guida elaborate da vivisettori inglesi negli anni '50, che prevedono di “raffinare” (ossia cercare di limitare il dolore), “ridurre” e “rimpiazzare” gli esperimenti, ma le statistiche indicano da allora un continuo aumento di animali vivisezionati. Il divieto di sperimentazione su scimmie antropomorfe, cani, gatti e specie in via di estinzione (comma b) ha eccezioni riguardanti obblighi nazionali o internazionali di effettuare esperimenti e le ricerche finalizzate alla salute dell'uomo o delle specie coinvolte, casi nei quali la vivisezione è ammessa. Anche il divieto di allevamento di primati, cani e gatti sul territorio nazionale (comma c) sembra debba interpretarsi in senso ristretto in quanto, facendo riferimento al comma b, pare che qualora gli animali siano destinati a esperimenti permessi dalle eccezioni precedenti possano continuare ad essere allevati. L'assicurazione di una “misura normativa sufficientemente cautelare nei confronti degli animali geneticamente modificati” (comma d) non ci soddisfa affatto, e non solo perché quello che noi chiediamo non è una condizione migliore, ma l'abolizione della vivisezione! Gli animali geneticamente modificati vengono creati appositamente per la vivisezione e ciò non può che avere ripercussioni sul ‘benessere' degli animali (unico aspetto che sembra interessare ai legislatori, mentre di rispetto e di diritti di questi animali non si parla affatto!). Il divieto di utilizzare animali “negli ambiti sperimentali di esercitazioni didattiche” (comma e) probabilmente cambierà poco la situazione: da un lato, è prevista l'eccezione dell'alta formazione dei medici e dei veterinari, che potranno continuare con i loro numerosi esperimenti; dall'altro, potrebbe esserci il rischio di una interpretazione che permetta ancora anche esperimenti su animali nelle università e nelle scuole, se non considerate di “ambito sperimentale”, ossia se, come spesso accade, si ripetono esperimenti già condotti. Le stesse considerazioni valgono anche per gli esperimenti bellici. Il divieto di esperimenti senza anestesia o analgesia ha un'eccezione non indifferente, ossia “qualora provochino dolore all'animale”, condizione non sempre di fatto riscontrabile, oltre al fatto che dovrebbe essere rilevata dagli stessi sperimentatori. Quello che noi chiediamo non sono gabbie più grandi o condizioni migliori, ma bensì niente gabbie e abolizione della vivisezione per motivi etici e scientifici. Amministratore del sito www.unacremona.it e Responsabile della Comunicazione dell'Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali)". - Teniamo alta l'attenzione su questa barbarie.
Io per quel niente che può configurare sono CATEGORICAMENTE contrario ad ogni sperimentazione su animali e oriento le mie scelte di consumatore su prodotti che so che non la utilizzano.
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(04/11/2011 - Avv. Paolo M. Storani)
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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