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CARCERE - Caino e Abele e ...bamboccioni - Stato assente per il lettore Bernardo LACARA

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POSTA e RISPOSTA n°141 ospita l'amaro identikit della nostra società dell'affezionato lettore BERNARDO LACARA, che alle h.8:21 del 10 ott '11 ci scrive quanto segue: "Non vorrei approfittare troppo dello spazio generosamente concesso dal portale dello Studio Cataldi ma, leggendo alcune opinioni, fremo e quindi scrivo. Caino… Abele… non ci siamo. La colpa non è né dell'uno, né dell'altro. Se, infatti, Caino delinque (e non parliamo di questioni bibliche ma di robetta meno elevata) è perché ha scelto la strada più facile, talvolta perché quella normale è molto difficile se non addirittura impraticabile! Ma lo Stato che pretende tasse e balzelli e che si erige a giudice del comportamento dei vari “Caini”, quanto ha applicato la Costituzione dando pari opportunità a tutti? Quanti hanno potuto veramente scegliere tra un lavoro al Comune o in fabbrica e il rapinare o lo spacciare? Ho 2 figli e so perfettamente che diventeranno bamboccioni (nonostante la condanna aprioristica del ministro Brunetta) in casa mia perché non ci sono giuste opportunità per loro, non essendo il padre un politico importante o non avendo il medesimo amicizie altolocate! Cercherò di tenerli in casa e motivarli adeguatamente ma, e faccio solo un'ipotesi, se a 45 anni non avessero trovato un lavoro dignitoso (non parlo del tipo di lavoro ma di un contratto quantomeno stabile, tanto da permettergli una vita “normale”), come si potrebbe condannarli se dovessero procacciarsi da vivere con mezzi poco legali? Per non parlare degli extracomunitari venuti in Italia (come gli Italiani arrivati in America ad inizio ‘900) per trovare una opportunità e resisi conto che qui non regala niente nessuno! Lo Stato è assente, il senso morale è sparito, i bambini non sognano più di fare il dottore o l'ingegnere ma solo la velina e il tronista) e si parla di responsabilità del singolo? “…anche se vi sentite assolti, siete lo stesso coinvolti”, disse il grande Faber! Tutti dovrebbero rimboccarsi le maniche per ricostruire uno stato civile, fondato sulla solidarietà e sul lavoro, dimenticando facili e superficiali vendette ed assumendosi la responsabilità della propria mancata partecipazione alla democrazia! Scusate lo sfogo..." - Lucida ed amara analisi, caro Bernardo, su cui invito i nostri lettori ad esprimere le proprie riflessioni, fruendo del form qui in calce.
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(12/10/2011 - Avv. Paolo M. Storani)
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(Per la rubrica "Posta e Risposta")
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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