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Psicologia forense: donne stressate non temono il gioco violento

prigioniera carcere detenuta
Oggi purtroppo è aumentata fortemente la percentuale delle persone stressate, incapaci di smaltire normalmente gli stress, che non esitano a rischiare ingenuamente nella speranza di trovare una scorciatoia e sfuggire al peso delle regole naturali e sociali. Vi ricordo anche esempi di tantissimi “bravi ragazzi e ragazze” con diplomi e lauree che bevono spudoratamente, pur sapendo di morire al volante; poi c'è chi accende ed aspira fumo pestifero per tutta la giornata, incurante della scritta sul pacchetto e della rottura dei polmoni, chi mangia bulimicamente fino a schiacciare le piante dei piedi e a bloccare il cuore nel grasso, chi si lancia appeso ad una corda rischiando di strapparsi i tendini e sradicarsi gli organi interni, chi va a praticare il sesso mercenario, incurante dell'amore ma anche dei virus, batteri e tumori, chi mangia le cozze crude con salmonella e limone e dice che sono una leccornia gustosa, chi dorme con i gatti ed i cani nel letto e spesso si ritrova con toxoplasmosi e in buona compagnia di parassiti nell'intestino, chi non mangia nemmeno per riservare i propri risparmi al gioco, chi, infine, va girando senza precauzioni nei luoghi inesplorati e pericolosi fino a perdersi. Tutti questi hanno sicuramente, in comune, uno stato psicologico che li allontana dalla prudenza e li rende disponibili all'ignoto, anche se esiziale.
Alcuni pensano che si tratta di ragazzi o adulti ingenui e accondiscendenti che frequentano gli amici più scaltri e spericolati che poi li spingono verso le esperienze strane e sconvolgenti, ma non è così perché la psicologia insegna che la mente normale non si presta facilmente a questo, e direi anche che è inutile e sbagliato scaricare le scelte e le responsabilità personali criminalizzando gli altri amici, o lamentarsi quando poi le cose non vanno per il verso giusto e si verifica l'incidente che nel gioco è comunque riconosciuto come possibile. I giovani di ieri e di oggi sono stati e sono sempre gli stessi per quanto riguarda la percentuale di chi corre deliberatamente rischi reali nonostante siano conosciuti.
La causa fondamentale di questa scelta imprudente risiederebbe nello stress cui è sottoposta incessantemente la persona; lo stress, oltre una soglia di sopportabilità personale, indurrebbe a rischiare senza aver paura.
Immagino che molti lettori di fronte a questa spiegazione psicologico clinica rimarranno alquanto perplessi ed incuriositi, perciò vi invito a farvi una novella cultura sui gravi disturbi psicologici che può causare lo stress e sugli innumerevoli fattori esterni ed interni alla persona, che stressano la mente umana fino a portarla alle scelte estreme. Lo stress infatti è sempre in agguato contro tutti noi e spesso cresce nell'interno della mente col crescere delle sole aspettative, ansie, insoddisfazioni o divertimenti; pertanto non sempre dipende dalla fatica vera e propria. Allora bisogna fare attenzione alle tensioni interne stressanti (novità, spostamento pasti, sonno, orari, progetti) e notare da se stessi o con l'aiuto di uno psicologo se queste tensioni spingono verso “scelte strane e inusuali”. A sostegno di questa tesi vi cito, solo sommariamente, il continuo verificarsi di casi di cronaca scandalistica, che coinvolgono molti professionisti validi sul piano culturale, professionale e sociale, per i quali si osserva che lo stress da superlavoro sia correlato a comportamenti “estremi”, connotati da una diminuita inibizione e talvolta da insensibilità alle leggi ed al discredito personale. Ripensando ai giochi pericolosi con le funi annodate, si può quindi ipotizzare che sia appunto uno dei tanti mezzi o pratiche estreme scelte da persone infelici che vogliono smaltire, inconsciamente, uno stress divenuto insopportabile e giungere magari a quel rilassamento desiderato, anche a rischio esiziale. Non abbassiamo la guardia e vigiliamo sulla stanchezza con la ragionevole speranza che in casi analoghi il ricorso preventivo ad un orientamento psicologico abbia qualche benefico effetto nel prevenire incidenti irreparabili.
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(16/09/2011 - Prof. Gennaro Iasevoli)
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