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Cassazione: via libera al vaffa... tra condomini

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Un condomino se provocato può mandare a quel paese chi lo ha provocato. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (Sentenza n. 32901/2011) occupandosi del caso di un amministratore di un condominio che aveva chiesto la condanna per ingiuria di una donna che lo aveva ingiuriato con un vaffa... Sta di fatto che l'amministratore, per verificare la possibilita' di organizzare nello stabile dei posti auto per i condomini, aveva spostato le fioriere della donna. Fatto questo che la condomina aveva vissuto come vero e proprio affronto ed aveva reagito con un bel "Vaffa... Immediata la denuncia per ingiuria e il caso finiva in Tribunale dove però la donna veniva assolta. Il caso è poi arrivato in Cassazione dove l'amministratore ha insistito per la condanna dato che a suo dire la donna lo aveva insultato senza motivo dato che lo spostamento delle fioriere era stato determinato da una stringente necessita' e peraltro le fioriere erano state sistemate dalla donna "in maniera arbitraria". La Quinta sezione penale ha respinto il ricorso ricordando che "in tema di ingiuria, costituisce fatto ingiusto idoneo ad integrare l'esimente della provocazione la condotta dell'ingiuriato che intraprenda autonomamente l'attivita' ablatoria di una situazione che ritenga illegittima, invece di sollecitare l'intervento dell'autorita', in quanto, a tale fine, la caratterizzazione di ingiustizia deve essere parametrata non gia' all'ipotetica illegittimita' del comportamento di controparte, quanto piuttosto alla conformita' della condotta dell'ingiuriato alle ordinarie regole del vivere civile, le quali esigono che l'illegittimita' sia accertata ed eventualmente rimossa nelle forme di legge". La Cassazione spiega da ultimo che lo spostamento delle fioriere posizionate dalla donna "fu espressione di ostilita' non essendo necessario alle misurazioni che la persona offesa stava eseguendo e avendo il senso di esplicitare la contestazione di una situazione di fatto che si assumeva di intralcio alla creazione di aree destinate a parcheggi privati". La donna quindi va scusata per avere mandato a 'quel paese' l'amministratore che l'aveva provocata.
(02/09/2011 - N.R.)
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