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Cassazione: il giudice non può ridurre la nota spese senza adeguata motivazione

giudice sentenza martello
Quando la parte ha presentato una specifica nota spese il giudice nel liquidare diritti ed onorari non può limitarsi a una globale determinazione in misura inferiore a quanto richiesto essendo necessaria un'adeguata motivazione che indichi le ragioni dell'eliminazione o della riduzione di voci operata. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (Sentenza 12461/2011) specificando che tale motivazione è indispensabile per consentire, attraverso il sindacato di legittimità, “l'accertamento della conformità della liquidazione a quanto risulta dagli atti e alle tariffe, in relazione all'inderogabilità dei relativi minimi, a norma dell'art. 24 l. n. 794 del 1942”. Nel caso di specie il Giudice di merito pur in presenza di dettagliate note spese, non aveva “offerto elementi argomentativi volti a chiarire quali voci avesse ritenuto non attribuibili, affidando la determinazione della somma complessiva di diritti e di onorari a enunciazioni generiche ed astratte, prive di riferimenti concreti alla fattispecie in questione, ai fini della verifica del rispetto dei minimi tariffari”.
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(20/06/2011 - N.R.)
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