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Il Notaio Dott. Matteo FASANO di Salerno scrive a Studio Cataldi

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POSTA e RISPOSTA n°71 si apre al graditissimo contributo del Notaio MATTEO FASANO di Salerno: "Se posso sommessamente intervenire mi pare che, in questa discussione, si stia esercitando solo il tentativo di portare acqua al proprio mulino. Gli avvocati si considerano indispensabili, i notai pure. Io sono un notaio, non mi ritengo indispensabile, credo che nessun individuo e nessuna professione lo sia, ma a favore della mia categoria posso citare fatti precisi: il livello del contenzioso civile, relativo all'immobiliare, che negli USA tocca il 30% delle transazioni ed in Italia lo 0,0029%; l'orientamento che stanno assumendo gli USA nel prevedere un ordinamento che si basi su una figura di garante imparziale, e per questo hanno invitato una delegazione di notai italiani a prestare la loro consulenza in merito; ordinamenti a forte crescita economica come la Cina, la Russia, che hanno scelto un sistema notarile clonato da quello italiano. Ma parliamo pure degli avvocati: lo sono stato anch'io! Attualmente la professione è diventata un refugium peccatoris, un parcheggio dove vanno a spiaggiarsi tutti quelli che non sanno che fare e questo provoca: illecita concorrenza, contenzioso fasullo e strumentale, caduta di stima nei confronti della categoria.
Sono stato avvocato, ho dovuto superare UN DURO ESAME E SONO DIVENTATO NOTAIO, nessuno mi ha regalato niente e forse bisognerebbe entrare nell'ottica istituzionale che solo la selezione rigorosa ed il rigoroso controllo successivo possono creare orgoglio ed utilità professionale, meditate colleghi avvocati, meditate!" - Mi ha colpito molto la forte carica evocative ed espressiva della metafora della professione di avvocato ove vanno a SPIAGGIARSI "tutti quelli che non sanno che fare". Abbiamo dei Colleghi capodogli che hanno perso l'orientamento? Ti ringrazio assaje assaje dell'apporto che ho molto gradito.
Nella mia vita professionale mi è capitato di tutelare molti Tuoi Colleghi Notai di varie parti d'Italia: ho, dunque, avuto l'occasione di approfondire le modalità del Tuo lavoro. Che senso ha, Ti domando, che alcuni Tuoi Colleghi tengano anche cento persone stipendiate all'interno dello studio che di fatto adempiono alle mansioni notarili senza nessuna garanzia perché Tu m'insegni che non puoi esercitare una qualche forma di vigilanza e controllo su cento individui nemmeno se fossi Superman. Mi puoi convincere a recedere dalla mia idea di aprire degli uffici pubblici in cui almeno la selezione avvenga con i criteri di serietà e rigore che Tu giustamente indichi? Tieni presente che io, potendo optare, presceglierei sempre e comunque il Tuo Studio Notarile - libero professionale per un consulto importante, ma vorrei poter rogare un atto 'semplice' avanti ad un funzionario pubblico, a tassa fissa.
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(08/06/2011 - Avv. Paolo M. Storani)
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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