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L'inottemperanza all'ordine di allontanamento non pregiudica la regolarizzazione del lavoratore straniero

Il Ministero dell'Interno, a seguito della recente sentenza della Corte di Giustizia Ue del 28 aprile e della posizione presa dal Consiglio di Stato che, con più di una decisione, ha chiarito la non ostatività delle condanne inflitte in base all'articolo 14, comma 5-ter, del Testo unico dell'immigrazione 286 del 1998 (la cosiddetta «doppia espulsione») al beneficio della regolarizzazione di colf e badanti prevista nel 2009, ha fornito con nota 24 maggio 2011, n. 3958 istruzioni agli Sportelli Unici affinchè si conformino all'indirizzo del Consiglio di Stato rispetto all'accoglimento delle domande di emersione dal lavoro irregolare di lavoratori extracomunitari, che siano stati condannati per essersi trattenuti illegalmente nel territorio dello Stato, in violazione dell'ordine di espulsione impartito dal Questore. Nello specifico, si legge nella nota, per i procedimenti non ancora definiti, quando cioè non sia stato ancora notificato il decreto di diniego dell'emersione o è ancora pendente il ricorso giurisdizionale o straordinario ovvero deve ancora spirare il termine di 120 giorni dalla notifica valido per l'impugnazione, verranno riaperti i procedimenti in autotutela (nuovo avvio ex art. 7 L. 241/90) con richiesta di un nuovo parere questorile, sempre alla luce della sentenza del Consiglio di Stato. Per i procedimenti definiti, quando cioè siano trascorsi i termini utili per l'impugnazione ovvero sia divenuta definitiva una sentenza di rigetto dell'impugnazione medesima, la procedura di autotutela e riesame della domanda di emersione sarà attivata soltanto su espressa richiesta dello straniero.
In caso quindi, di specifica istanza, sarà necessaria una valutazione caso per caso, con singola istruttoria e correlativo parere questorile, sempre alla luce della nuova sentenza e con le garanzie partecipative della L. 241/90. Va segnalato che tali indicazioni da parte della Direzione centrale per le politiche dell'immigrazione e dell'asilo devono considerarsi temporaneamente sospese, come indicato con successiva circolare del 26 maggio 2011 n. 4027, in relazione alla necessità di effettuare ulteriori e più approfondite valutazioni sull'argomento.
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(28/05/2011 - L.S.)
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