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'VAFFA', Annozero e diritto di replica al lettore Rosario AZZARA

posta e risposta id9497
ROSARIO AZZARA è il protagonista di POSTA e RISPOSTA n°57; mi ha inviato una ...replica contro-deduttiva alle considerazioni che espressi nel P&R n°47 (consultabile nel rettangolo in fondo a destra); pubblico molto volentieri ed in forma integrale tale contributo; nutro un certo, malcelato orgoglio per l'onore e la gradevolezza nel fruire del pensiero di lettori dotati di così accurata analisi; a Te la parola, Rosario caro: "Preg.mo Avv. P. Storani, tramite l'abbonamento a Google Allert mi è arrivata la segnalazione di quanto sopra. Prima di approfittare dell'ultimo capoverso (e poi mi fermo) faccio notare che il sito non mi permette di vedere il commento da me fatto e/o in quale contesto ovvero in riferimento a quale articolo, nè tanto meno il sito è indicizzato per la ricerca.
Sarebbe opportuno, visto che ognuno lascia la propria mia email, che i commentatori venissero avvertiti della risposta. Oppure con un semplice link su “POSTA e RISPOSTA n. xx” l'interessato (o anche il lettore) chiamato in causa possa riguardare il suo precedente post per avere maggiore contezza. E, come si usa dire in televisione ( e da qui si nota l'influenza dell'uno sull'altro), “detto questo” condivido buonissima parte delle Sue riflessioni, però dimuisco i voti su Fini e li aumento agli altri e al “10”, assegnato ai Soldati Italliani, aggiungo “ e lode” . Non mi trova d'accordo per quanto riguarda: “Nel laboratorio delle idee di Rai3 Santoro è stato il precursore di un genere di programma ch'è un format favoloso, a tacer dei contenuti che possono piacere o non piacere”. Dobbiamo innazitutto metterci d'accordo sul significato “format”: a) se inteso, come dice wikipedia, è un apparato di regole che determinano lo svolgersi del programma, queste sono spudoratamente violate. E sì, le “regole” equilibrano, livellano, mettano (penso alla “regola” del muratore) i due punti estremi sullo stesso livello che trasfusi nel dibattito politico televiso ognuno deve avere pari dignità e uguali diritti/doveri. In Anno Zero così non è. b) se, invece, è inteso come “taglio” , ovvero come indirizzo politico (anti una parte), allora non ci siamo del tutto per motivi facilmente comprensibili (innanzitutto non può e non deve essere un “servizio pubblico” di parte. E' come se io, che dirigo una società per il servizio pubblico di igiene ambientale, facesse pulire un marciapiede e l'altro no perché dall'altra parte c'è un utente antipatico). Per cui non sono i contenuti (che li trovo interesanti) del dibattito di “anno zero” ma il modo, spudoratamente di parte, del conduttore che invece di essere, appunto, conduttore super partes, ne è parte importante e integrante di una parte ben individuata ( che l'altro è lo stesso Santoro ad ammetterlo di essere “fazioso”, animato da spirito di parte). Preg.mo Avvocato, mi trova d'accordissimo sugli “editti bulgari” ma non certamente su “quanti soldoni di pubblicità porta alla Rai ogni suo programma? Una sorta di autofinanziamento”. Mica i programmi della Rai, c.d di Stato e quindi pubblica, devono attirare pubblico per fare soldi ? Se è così, siamo messi veramente male e se avvalliamo l'idea che un Ente pubblico, come la Rai, può fare oltre all' “informazione” anche la “formazione” ci ritroveremo molto preso con il solo secondo virgolettato. E addio pluralismo. Avv. Storani, Lei sulla base delle telefonate intercettate ( e qui ci sarebbe tanto da dire) si esprime che“ Michele, sa fare bene il suo mestiere”. Mi, e Le, domando: di conduttore o di politico di parte? Il fatto che “tutti hanno copiato quel modo di fare tv” non è un fatto positivo ma, a mio parere, altamente negativo. Tutti alla ricerca del maledetto share d'ascolto. Certo è, che il guardone televisivo si sofferma maggiormente difronte a una zuffa televisiva (spinto dalla curiosità di come va a finire) che a una trasmissione della S.Messa. Ma è questo il ruolo del pubblico servizio televisivo? E quello di creare spaccature, l'uno contro l'altro anche tra gli spettatori ? Creare un'unica cultura, tutti da una parte ? Costruire delle nuove maggioranze politiche ? Secondo il mio sommesso parere, tutte le trasmissioni, della TV di Stato, sbilanciate andrebbero riviste compreso l'espulsione del conduttore che viola le regole dell'equlibrio o che, apertamente e spudoratamente, si schiera. Il giornalista, il conduttore televisiovo che vuole stare apertamente da una parte, e ha tutto il diritto di farlo, dovrebbe scegliere una testata dichiaratamente Politica-Partitica.
Insomma non si può bleffare, non si può giocare con due mazzi di carte. Preg. mo Avv, anche in merito ai due (dicono) non retribuiti ospiti, Marco TRAVAGLIO e VAURO Senesi, mi trovo parzialmente d'accordo. Nulla questio su Vauro in quanto fa satira (piacevole e intelligente). Di tutt'altro avviso su Travaglio che ci offre puntualmente una (trita e ritrita e stancante) tiritera, tra l'altro scritta, “fuori tema” dalla trasmisione (una trasmissione all'interno di una trasmissione) e sulla quale nessuno interviene ( e se gli altri interlocutori lo volessero, Santoro, ecco la faziosità inaccettabile, non lo permetterebbe). Quindi io dovrei sorbirmi tutto quello che dice Travaglio e privarmi di una idea contraria ? E' questa la democrazia, il pluralismo? Tralascio altre considerazioni per non essere più lungo delle sue riflessioni per dire, brevemente, la mia in merito al rapporto “Rai-De Masi- Santoro” con “Parlamento-Fini-La Russa”. “Parlamento-Fini-La Russa”. Io ho un profonfo rispetto delle Istituzioni ma spesso non nutro lo stesso sentimento nei confronti di chi li rappresenta. Mandando a quel paese il suo rappresentante ho mandato allo stesso posto l'Istituzione ? non credo. Ad esempio, io amo moltissimo, fin da bambino a causa di un valoroso zio Maresciallo, l'Arma dei Carabinieri, se mandassi a quel paese uno stronzo, un lestofante di Carabiniere questo significherebbe che ho perso il rispetto della Benemerità ? No certamente. Semmai è stato lui, il CC lestofante, che, violando le regole, non ha avuto rispetto dell'onore della divisa indossata. E non credo che l'Arma dei Carabinieri si sentirebbe non rispettata per un'offesa rivolta al singolo CC e non all'Istituzione. Ovviamente sarebbe di tutt'altro tenore se io dicesse: vaffanculo tu e la divisa che porti addosso. Ritengo che solo in questo caso possa essere denunciato dal CC e dall'Arma. E immagino, in questo caso, anche una possibile, che potrebbe risulatare, di primo acchito, contrastante sentenza: assolto per l'offesa recata al CC e condannato per offesa dell'Arma. Come dire che c'entriamo noi, Arma, con il singolo e individuale comportamento ? Se La Russa ha offeso la Presidenza (l'Istituzione) è bene che vada via ma se invece l'epiteto è stato indirizzato al suo Presidente Fini nessun scandalo si può reclamare. Se incontro Fini, nella sua veste Istituzionale, ed io lo epiteto come fascista sarò denunciato dallo Stato ? Se offendo un Deputato ho contestaualmente offeso la Camera dei Deputati ? Io credo che l'Istituzione sia una cosa, il rappresentante un'altra …. altrimenti Berlusconi cosa dovrebbe dire visto che anche lui appartiene alla gerarchia istituzionale ? Prendendo in esempio i casi subiti da Berlusconi: le contestazioni ovvero il giudizio politico (compreso vaffan..) in tutte quelle aree di natura elettiva, qualsiasi sia il rapporto gerachico, secondo me, possano esistere. E' invece, di natura diversa se le stesse cose insistono nei casi ove vi è un rapporto gerarchico datoriale. E, inoltre, non è il luogo o in quale momento si dicono certe. Preg.mo Avvocato, Lei scrive, in merito alla Presidenza della Camera, che “chiunque la rappresenti in quel frangente (anche un Vice-Presidente di turno, al punto che poteva anche essere la pornostar Cicciolina …) meriterebbe rispetto. Non sono d'accordo per mancanza del “distinguo” fra “carica” e “incaricato”. Secondo Lei, un deputato, avverso a Cicciolina, iniziasse il suo intervento con “ Signora pornostar ( oppure, tradotto, stella della prostituzione) Cicciolina nonché Presidente di questa Camera… “ avrebbe offeso l' Istituzione, la Presidenza, l'Istituzione ? Deve, invece, esserci il rispetto, di cui Lei fa riferimento, nella “gerarchia datoriale”: “Rai-De Masi- Santoro” Il presidente Cicciolina riveste un incarico politico e presiede la Camera e nessun deputato è un subalterno. Cosa diversa è il suo rapporto, datoriale, con gli impiegati della Camera. Non credo che sia permesso, ad un impiegato della Camera, di contestare un ordine ricevuto e di mandare a “vaffa” il suo diretto superiore. Ciò vale in tutti casi: nella vita militare, negli uffici, nella scuola, negli ospedali … e anche nella Rai." ROSARIO AZZARA. Caro Rosario, la Tua replica è bella, argomentata e dimostra all'evidenza che la capacità di ASCOLTO è una delle doti che ciascuno dovrebbe esercitare quotidiamente per un progresso in ...tutto! Che cosa memorabile quella che ci è capitata nella sua apparente piccineria ed insignificanza: due uomini, Tu ed io, che non si conoscono (non so neppure dove sei nato e dove vivi, tanto meno che fai nella vita: poco importa) se non per interposto Portale si confrontano su alcune idee: con chiarezza e sincerità, frutto di un ascolto che si contrappone alla confusione, alle urla dominanti che generano solo oscurità di pensiero ed il desiderio del silenzio. Ascoltare equivale ad accogliere, concedere spazio, tempo all'altro, facendo un vuoto all'interno del proprio io per permettere all'altro di fare capolino. Per questo Ti lascio volentieri l'ultima parola, con un'unica avvertenza in ordine al metodo di Studio Cataldi: la gran parte dei lettori è affezionata visitatrice del Portale Giuridico e noi non avvertiamo mai per la pubblicazione di un commento. Inserisci, piuttosto, Studio Cataldi nel novero dei Tuoi preferiti: cercheremo di non deludere le Tue aspettative. Ah, dimenticavo: iscriviti, se vuoi, alla newsletter, ch'è molto bella e seguita ed è frutto di un accuratissimo lavoro multidisciplinare.
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(03/05/2011 - Avv. Paolo M. Storani)
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Avv. Paolo M. Storani
Civilista e penalista, dedito in particolare
alla materia della responsabilità civile
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