Differenze di disciplina tra responsabilitÓ aquiliana e responsabilitÓ contrattuale

La responsabilitÓ extracontrattuale

La prima differenza fra i due tipi di responsabilitÓ in commento concerne la valutazione del danno. Quando si versi in ipotesi di responsabilitÓ extracontrattuale, la norma da tenere in considerazione Ŕ l'art. 2056 c.c., che contiene un espresso rinvio all'art. 1223 c.c. (secondo il quale il risarcimento deve comprendere sia il danno emergente sia il lucro cessante ove siano conseguenza immediata e diretta dell'inadempimento), all'art. 1226 c.c. (secondo cui, in mancanza di prova sull'esatto ammontare del danno, spetta al giudice compiere una valutazione equitativa) e all'art. 1227 c.c. (che stabilisce una diminuzione del risarcimento, in caso di concorso colposo del danneggiato e la non risarcibilitÓ dei danni che quest'ultimo avrebbe potuto evitare usando l'ordinaria diligenza). E' da evidenziare che il citato art. 2056 c.c. non richiama l'art. 1225 c.c., applicabile, di contro, per i casi di responsabilitÓ contrattuale. Tale disposizione limita il risarcimento al danno che poteva prevedersi al tempo in cui Ŕ sorta l'obbligazione, allorchÚ non sia ravvisabile, nella condotta del debitore, nÚ dolo, nÚ colpa. L'orientamento unanime, in proposito, Ŕ che il legislatore abbia volutamente tralasciato di richiamare l'art. 1225 c.c. e, quindi, il criterio della prevedibilitÓ del danno non si applica alla responsabilitÓ extracontrattuale.

Altra differenza degna di nota Ŕ rinvenibile in materia di onere della prova. Mentre nella responsabilitÓ extracontrattuale, ai sensi dell'art. 2697 c.c., spetta al danneggiato (attore) dimostrare l'esistenza di tutti gli elementi indefettibili del fatto illecito, compreso l'atteggiamento soggettivo dell'autore (salve le fattispecie di responsabilitÓ indiretta ovvero oggettiva), in quella contrattuale si ha un'inversione dell'onere della prova. Il legislatore, difatti, ha introdotto una presunzione relativa di colpevolezza del debitore che si rende inadempiente, esonerando l'attore dal relativo onere probatorio. La relativitÓ della presunzione fa salva, tuttavia, la possibilitÓ del debitore di liberarsi da ogni responsabilitÓ: costui dovrÓ provare l'assenza di una qualsiasi colpa propria, essendo l'impossibilitÓ di adempiere derivata da causa a lui non imputabile (cfr. art. 1218 c.c.).

Un'ulteriore differenza di disciplina pu˛ rinvenirsi in merito all'istituto della mora. Solo nella responsabilitÓ contrattuale tale figura non opera mai al semplice verificarsi del ritardo, ammettendosi un certo grado di tolleranza del creditore; nella responsabilitÓ extracontrattuale, al contrario, la mora opera automaticamente, poichÚ non Ŕ tollerato alcun ritardo.

Altra nota divergente concerne le regole applicabili in materia di prescrizione. L'articolo 2947 c.c. prevede il termine breve di cinque anni per il risarcimento del danno da illecito extracontrattuale, riducendolo a due anni per i danni da circolazione di veicoli. In campo contrattuale, invece, poichÚ l'articolo 2947 contempla anche il fatto illecito, Ŕ valida la regola dell'articolo 2946, che prevede un lasso di tempo di dieci anni, quale termine prescrizionale generale, fatta eccezione per alcuni contratti di cui agli articoli da 2949 a 2952 c.c..

Autorevole dottrina, infine, sottolinea una rilevante differenza anche in tema di capacitÓ richiesta ai fini dell'imputabilitÓ della responsabilitÓ: nella responsabilitÓ contrattuale Ŕ necessaria quella di agire, mentre in quella extracontrattuale basta quella naturale, ossia la capacitÓ di intendere e di volere al momento della commissione del fatto.

Indice della guida sulla responsabilitÓ extracontrattuale:

  1. La responsabilitÓ extracontrattuale
  2. Fondamento ed evoluzione della funzione
  3. Rapporti con la responsabilitÓ contrattuale
  4. Differenze di disciplina tra responsabilitÓ aquiliana e responsabilitÓ contrattuale
  5. Concorso tra i due tipi di responsabilitÓ
  6. Elementi della responsabilitÓ ex art. 2043 c.c.
  7. la responsabilitÓ indiretta (o "per fatto altrui")
  8. La responsabilitÓ oggettiva
  9. Il nesso di causalitÓ
  10. Il danno agli oggetti d'affezione

Vedi anche:

Il danno alla persona
La responsabilitÓ civile
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