Differenze di disciplina tra responsabilità aquiliana e responsabilità contrattuale

Seguici su Facebook e su G. Plus

La prima differenza fra i due tipi di responsabilità in commento concerne la valutazione del danno. Quando si versi in ipotesi di responsabilità extracontrattuale, la norma da tenere in considerazione è l'art. 2056 c.c., che contiene un espresso rinvio all'art. 1223 c.c. (secondo il quale il risarcimento deve comprendere sia il danno emergente sia il lucro cessante ove siano conseguenza immediata e diretta dell'inadempimento), all'art. 1226 c.c. (secondo cui, in mancanza di prova sull'esatto ammontare del danno, spetta al giudice compiere una valutazione equitativa) e all'art. 1227 c.c. (che stabilisce una diminuzione del risarcimento, in caso di concorso colposo del danneggiato e la non risarcibilità dei danni che quest'ultimo avrebbe potuto evitare usando l'ordinaria diligenza). E' da evidenziare che il citato art. 2056 c.c. non richiama l'art. 1225 c.c., applicabile, di contro, per i casi di responsabilità contrattuale. Tale disposizione limita il risarcimento al danno che poteva prevedersi al tempo in cui è sorta l'obbligazione, allorché non sia ravvisabile, nella condotta del debitore, né dolo, né colpa. L'orientamento unanime, in proposito, è che il legislatore abbia volutamente tralasciato di richiamare l'art. 1225 c.c. e, quindi, il criterio della prevedibilità del danno non si applica alla responsabilità extracontrattuale.

Altra differenza degna di nota è rinvenibile in materia di onere della prova. Mentre nella responsabilità extracontrattuale, ai sensi dell'art. 2697 c.c., spetta al danneggiato (attore) dimostrare l'esistenza di tutti gli elementi indefettibili del fatto illecito, compreso l'atteggiamento soggettivo dell'autore (salve le fattispecie di responsabilità indiretta ovvero oggettiva), in quella contrattuale si ha un'inversione dell'onere della prova. Il legislatore, difatti, ha introdotto una presunzione relativa di colpevolezza del debitore che si rende inadempiente, esonerando l'attore dal relativo onere probatorio. La relatività della presunzione fa salva, tuttavia, la possibilità del debitore di liberarsi da ogni responsabilità: costui dovrà provare l'assenza di una qualsiasi colpa propria, essendo l'impossibilità di adempiere derivata da causa a lui non imputabile (cfr. art. 1218 c.c.).

Un'ulteriore differenza di disciplina può rinvenirsi in merito all'istituto della mora. Solo nella responsabilità contrattuale tale figura non opera mai al semplice verificarsi del ritardo, ammettendosi un certo grado di tolleranza del creditore; nella responsabilità extracontrattuale, al contrario, la mora opera automaticamente, poiché non è tollerato alcun ritardo.

Altra nota divergente concerne le regole applicabili in materia di prescrizione. L'articolo 2947 c.c. prevede il termine breve di cinque anni per il risarcimento del danno da illecito extracontrattuale, riducendolo a due anni per i danni da circolazione di veicoli. In campo contrattuale, invece, poiché l'articolo 2947 contempla anche il fatto illecito, è valida la regola dell'articolo 2946, che prevede un lasso di tempo di dieci anni, quale termine prescrizionale generale, fatta eccezione per alcuni contratti di cui agli articoli da 2949 a 2952 c.c..

Autorevole dottrina, infine, sottolinea una rilevante differenza anche in tema di capacità richiesta ai fini dell'imputabilità della responsabilità: nella responsabilità contrattuale è necessaria quella di agire, mentre in quella extracontrattuale basta quella naturale, ossia la capacità di intendere e di volere al momento della commissione del fatto.

« Rapporti con la responsabilità contrattuale Concorso tra i due tipi di responsabilità »
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
Arricchisci questa guida con un tuo commento:
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss