Processo del lavoro - Udienza di discussione nel giudizio d'appello

L'udienza di discussione, nella fase d'appello relativa ad una controversia di lavoro, ricalca quella della fase di primo grado. Anche in appello detta udienza rappresenta il punto nevralgico e focale di tutto il giudizio. Le uniche differenze riguardano la mancata previsione della comparizione delle parti e l'impossibilitÓ di apportare modifiche alle domande proposte.

Lo svolgimento di questa udienza Ŕ regolata dall'art. 437 c.p.c. con le modifiche introdotte di recente dalla Legge n. 134/2012. Durante l'udienza di discussione il giudice incaricato dal Presidente della Corte d'Appello espone al collegio la relazione orale della causa. GiÓ in questa udienza

il collegio, sentiti i difensori delle parti, emette la sentenza risolutiva dando lettura del dispositivo. In questa fase non sono ammesse domande o eccezioni nuove, nŔ vengono ammessi nuovi mezzi di prova a meno che il collegio, anche d'ufficio, non li ritenga indispensabili per decidere. L'unica eccezione viene fatta per il giuramento estimatorio.

La disciplina specifica prevista per il rito del lavoro deve essere integrata con quella predisposta per il rito ordinario. In questo senso restano ferme le incombenze del collegio giÓ considerate all'art. 350 c.p.c. A questo competono le verifiche sulla regolaritÓ della costituzione delle parti e sull'eventuale integrazione del contraddittorio con le modalitÓ previste dall'art. 420 c.p.c. Sempre al collegio giudicante spetta, in sede di udienza di discussione, ordinare l'eventuale rinnovazione della notifica, fissare una nuova udienza nel caso di mancata comparizione dell'appellante, dichiarare inammissibile l'appello se non Ŕ stato rispettato il termine per il deposito oppure dichiarare la sua improcedibilitÓ. Ancora al collegio spetta dichiarare l'estinzione del procedimento d'impugnazione e l'eventuale contumacia dell'appellato. Il collegio giudicante riunisce gli appelli proposti contro la stessa sentenza e, anche se la norma non lo prevede espressamente, tenta la conciliazione della lite previa richiesta di comparizione delle parti. Tutte queste attivitÓ vengono predisposte mediante l'emissione di opportuni provvedimenti che possono avere la forma dell'ordinanza se hanno un carattere meramente ordinatorio oppure quella della sentenza se possono portare ad una conclusione del processo.

La novitÓ introdotta dalla Legge n. 134/2012 riguarda l'applicazione all'udienza di discussione degli artt. 348-bis e 348-ter c.p.c. (art. 436-bis c.p.c.) relativamente all'inammissibilitÓ dell'appello e alla sua pronuncia. A loro volta anche questi articoli sono stati introdotti dalla Legge n. 134/2012. L'art. 348-bis c.p.c. dispone che, quando l'inammissibilitÓ o l'improcedibilitÓ dell'appello non deve essere sancita con sentenza, pu˛ essere dichiarata con ordinanza quando l'appello non ha una ragionevole probabilitÓ di essere accolto, salvo le eccezioni puntuali previste all'ultimo comma del medesimo articolo.

 

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