Spese di giustizia

Quando fu introdotto il rito speciale per i giudizi in tema di controversie individuali di lavoro (Legge n. 533/1973) fu stabilito che in questa materia e in quella correlata di previdenza e assistenza obbligatorie non dovesse essere prevista alcuna anticipazione relativa alle spese di giustizia, data la totale gratuità dei procedimenti suddetti. Per questi giudizi non era previsto il pagamento di alcun tributo, diritto o imposta perchè l'obiettivo era quello di agevolare alcune categorie di soggetti deboli, quali i lavoratori, ad accedere agli strumenti di giustizia per vedere meglio tutelati i propri diritti.

Il principio di solidarietà sociale che stava

alla base della riforma del rito del lavoro è venuto meno già con la Legge n. 133/2008 anche se in seguito fu temporaneamente ripristinato con la Legge n. 9/2009.

Oggi per i procedimenti in materia previdenziale è previsto il versamento di una somma a titolo di contributo unificato pari ad Euro 37,00 se la parte ricorrente ha un reddito imponibile superiore ad Euro 31.884,48. Questa disposizione è stata introdotta dalla Legge n. 111/2011. Per i giudizi in materia di lavoro la stessa legge, per la medesima soglia di reddito imponibile, dispone il versamento di una somma a titolo di contributo unificato pare ad Euro 18,50.

 

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