Procedibilità della domanda giudiziale

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Prima di procedere al deposito del ricorso giudiziale avanti il Tribunale in funzione di giudice del lavoro, nelle controversie in materia di previdenza e assistenza obbligatorie occorre prima esperire il relativo procedimento amministrativo che deve risultare esaurito, se non al momento del deposito del ricorso, almeno all'udienza di discussione. La preventiva proposizione dell'iter in via amministrativa rappresenta una condizione di procedibilità della domanda giudiziale. I termini per depositare il ricorso giudiziale sono previsti dall'art. 443 c.p.c. La domanda è procedibile solo se sono esauriti i procedimenti amministrativi previsti dalle leggi speciali o se sono

decorsi i termini ivi fissati per compierli o se comunque sono decorsi 180 giorni dalla data in cui è stato promosso il ricorso amministrativo.

La giurisprudenza della Cassazione è orientata nel ritenere che solo il giudice può intervenire per decidere sulla procedibilità della domanda giudiziale. Si tratta di una questione sottratta alla disponibilità delle parti. Solo il giudice del lavoro ha il potere-dovere di pronunciarsi sul punto nell'udienza di discussione che si tiene in primo grado. Non è previsto, invece, un potere di intervento da esercitarsi in ogni stato e grado del giudizio. Se nella prima udienza il giudice non rileva l'eventuale improcedibilità, prevale l'azione giudiziaria perchè non sono opponibili le decadenze di tipo processuale. Al contrario, quando il giudice rileva detta improcedibilità sospende il giudizio e fissa per l'attore un termine perentorio di 60 giorni per proporre ricorso avanti il competente ufficio amministrativo. Un'altra parte della giurisprudenza di legittimità sostiene che in caso di mancato rilievo dell'improcedibilità della domanda, il giudizio prosegue per esigenze, non processuali, ma di speditezza così come previsto agli artt. 24 e 111 Cost.

Non si pone un problema di procedibilità della domanda quando il procedimento amministrativo non è ritenuto necessario. Questo accade, ad esempio, quando il diritto alla prestazione è già stato riconosciuto e il soggetto interessato agisce per ottenere la rideterminazione della prestazione medesima.

 

 

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