Poteri del giudice

Nel rito del lavoro il giudice ha ampi poteri istruttori come si evince dalle disposizioni dell'art. 421 c.p.c. Egli, infatti, indica alle parti, in ogni momento, le irregolarità degli atti e dei documenti che possono essere sanate. A tal fine assegna un termine per provvedervi, fatti salvi i diritti che nel frattempo sono stati già acquisiti (comma 1, art. 421 c.p.c.).

Il giudice del lavoro può disporre d'ufficio, in qualunque momento, l'ammissione di ogni mezzo di prova anche al di fuori dei limiti stabiliti dal codice civile, ad eccezione del giuramento decisorio. Oltre ai mezzi di prova, l'organo giudicante può disporre d'ufficio la richiesta di

informazioni e osservazioni sulle norme dei contratti collettivi, sia scritte che orali, alle associazioni sindacali indicate dalle parti. A tale proposito si osserva il disposto del comma 6, art. 420 c.p.c. Infatti qualora non sia possibile procedere immediatamente in tal senso nell'udienza di discussione, il giudice fissa altra udienza, non oltre 10 giorni dalla prima, concedendo alle parti, se ricorrono giusti motivi, un termine perentorio, che non superi i 5 giorni prima dell'udienza di rinvio, per il deposito in cancelleria di note difensive (comma 2, art. 421 c.p.c.).

L'ampiezza dei poteri istruttori del giudice del lavoro si nota anche nella possibilità di disporre, su istanza di parte, l'accesso sul luogo di lavoro sempre che ciò sia necessario all'accertamento dei fatti. Inoltre, se ne ravvisa la necessità, il giudice dispone, in questo stesso luogo, anche l'esame dei testimoni (comma 3, art. 421 c.p.c.).

L'ultimo comma dell'art. 421 c.p.c. attribuisce al giudicante, qualora lo ritenga necessario, il potere di ordinare la comparizione anche di quelle persone che siano incapaci di testimoniare ex art. 246 c.p.c. (si tratta di soggetti che hanno nella causa un interesse che potrebbe legittimare una loro partecipazione al processo stesso) o a cui ciò sia vietato a norma dell'art. 247 c.p.c. (si tratta nello specifico del coniuge, dei parenti, degli affini in linea retta o di soggetti legati alle parti da vincoli di affiliazione) per poterle interrogare liberamente sui fatti oggetto della controversia.

Se, al fine di definire la lite, fosse necessario risolvere in via prelimiare una questione pregiudiziale che riguardi l'efficacia, la validità o l'interpretazione di un contratto collettivo nazionale o di un contratto individuale di lavoro, il giudice decide la questione con sentenza e dispone circa il proseguimento del processo o l'ulteriore istruzione della causa, a seconda della necessità. Questa sentenza è impugnabile solo con ricorso immediato avanti la Cassazione e il processo viene sospeso dalla data di deposito del ricorso medesimo.

A norma dell'art. 422 c.p.c., il giudice del lavoro ha il potere di autorizzare la sostituzione della verbalizzazione fatta dal cancelliere con la registrazione su nastro delle dichiarazioni dei testimoni e delle audizioni delle parti o dei consulenti.

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