La conciliazione extragiudiziale nel Collegato Lavoro

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La Legge 183/2010 (Collegato Lavoro) ha riformato l'art. 410 c.p.c. relativo alla disciplina del tentativo di conciliazione da espletarsi prima di adire l'autorità giudiziaria nel caso di una controversia in materia di lavoro. Mentre in precedenza detto tentativo era obbligatorio, dopo la riforma del 2010 esso rimane tale solo nel caso di conflitto avente ad oggetto contratti di lavoro certificati e nell'ipotesi di impugnazione del licenziamento. Nella maggioranza dei casi il tentativo di conciliazione tra le parti,

prima di adire il giudice del lavoro, è facoltativo. Esso interrompe la prescrizione e sospende il decorso di ogni termine di decadenza per tutta la durata del tentativo e per i 20 giorni successivi alla sua conclusione.

Quando una delle parti decide di esperire il tentativo facoltativo di conciliazione, questa può scegliere di incontrare la controparte in sede amministrativa, in sede sindacale o presso le Commissioni di certificazione previste dall'art. 76 D. Lgs. 276/2003.

1 - Tentativo di conciliazione extragiudiziale in sede amministrativa.

Questo tipo di conciliazione si tiene al cospetto dell'apposita Commissione istituita presso la Direzione Provinciale del Lavoro (DPL). Essa inizia con la richiesta di tentativo spedita dal proponente sia alla controparte che alla DPL. Nella richiesta sono esposti i fatti e i motivi per cui la parte ha deciso di ricorrere alla conciliazione. Se la controparte accetta di conciliare allora, entro 20 giorni dalla ricezione della comunicazione, deposita la propria memoria difensiva. Nei successivi 10 giorni la Commissione della DPL fissa la data per la comparizione delle parti affinchè trattino la conciliazione. Questa dovrà tenersi nei successivi 30 giorni.

Se la conciliazione si conclude positivamente, di essa viene redatto processo verbale sottoscritto dalle parti e dai componenti della Commissione. In seguito il verbale diventa esecutivo per decreto del giudice su istanza della parte interessata.

Se la conciliazione, invece, non si perfeziona, la Commissione presenta alle parti una proposta per la bonaria definizione della controversia che queste possono accettare o meno. La mancata accettazione deve essere adeguatamente motivata, pena la valutazione del giudice in sede giudiziale.

Se la controparte non accetta la richiesta del tentativo di conciliazione, decorsi inutilmente 20 giorni dalla comunicazione, ogni parte è libera di adire l'autorità giudiziaria.

2 - Tentativo di conciliazione extragiudiziale in sede sindacale.

In questo caso il tentativo di conciliazione si tiene con le procedure previste dai contratti collettivi di lavoro e non con quella indicata dall'art. 410 c.p.c. come riformato. L'eventuale verbale di avvenuta conciliazione è depositato presso la DPL e, solo in un secondo momento, nella cancelleria del giudice del lavoro che, su istanza di parte, lo dichiara esecutivo con decreto.

3 - Tentativo di conciliazione extragiudiziale presso le Commissioni di certificazioni.

La Legge n. 183/2010 ha introdotto la possibilità di tentare la conciliazione davanti alle Commissioni di certificazione istituite presso le sedi previste dall'art. 76 D.Lgs. n. 276/2003. Si tratta degli enti (Università, DPL, etc.) a cui il legislatore ha riconosciuto l'idoneità a certificare i contratti di lavoro, al fine di ridurre così le ipotesi di contenzioso tra lavoratori e datori.

 

 

 

 

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