Il pubblico impiego

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Il rito del lavoro si applica anche ai "rapporti di lavoro dei dipendenti di enti pubblici ed altri rapporti di lavoro pubblico, semprechè non siano devoluti dalla legge ad altro giudice" (art. 409, comma 1, n. 5 c.p.c.). Questa disposizione di natura processuale è la diretta conseguenza di quel processo di privatizzazione del pubblico impiego iniziato negli anni '90, il quale ha modificato in modo consistente la materia del lavoro pubblico. Da ciò è discesa anche la devoluzione al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, delle controversie in materia di pubblico impiego, le quali erano in precedenza riservate alla giurisdizione

esclusiva del giudice amministrativo.

Il D. Lgs. n. 165/2001 stabilisce all'art. 63 i criteri in base ai quali è distribuita, in materia, la competenza giurisdizionale tra il giudice ordinario del lavoro e quello amministrativo. Sono di competenza del giudice ordinario "tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni", eccetto quelle relative ai rapporti di lavoro non privatizzati. Pertanto sono incluse nella competenza del giudice del lavoro i conflitti attinenti l'assunzione al lavoro (eccetto le fasi antecedenti relative alla procedura concorsuale), il conferimento e la revoca degli incarichi dirigenziali, la responsabilità dirigenziale e le indennità di fine rapporto, in qualunque modo queste siano state denominate e corrisposte. Nel caso in cui dovessero essere oggetto di discussione atti amministrativi rilevanti per la decisione finale allora il giudice ordinario può disapplicarli se li ritiene illegittimi.

Il giudice del lavoro è anche competente a risolvere eventuali controversie aventi ad oggetto comportamenti antisindacali delle pubbliche amministrazioni ex art. 28 della Legge. n. 300/70, con applicazione del relativo procedimento. La suddetta competenza si estende anche alle controversie collettive promosse dall'ARAN, dalle amministrazioni pubbliche o dalle organizzazioni sindacali con riferimento alle procedure di contrattazione collettiva.

Al giudice amministrativo resta la competenza a conoscere e risolvere i conflitti relativi ai rapporti di lavoro delle categorie non contrattualizzate ex art. 3 D. Lgs. n. 165/2001 e quelli relativi alle procedure concorsuali per l'assunzione dei dipendenti pubblici. La suddetta competenza è stata ribadita nel Codice di diritto amministrativo (D. Lgs. n. 104/2010, art. 133). In sostanza il giudice amministrativo ha la competenza ad occuparsi della fase antecedente alla costituzione del rapporto di lavoro e quindi dei criteri di selezione degli aspiranti all'impiego: dal bando di concorso fino alla formazione della graduatoria. Al giudice ordinario compete la conoscenza della fase successiva avente ad oggetto il diritto all'assunzione del dipendente dopo che la procedura concorsuale abbia avuto esito positivo.

Infine il giudice del lavoro ha il potere di adottare nei confronti delle pubbliche amministrazioni "tutti i provvedimenti di accertamento, costitutivi o di condanna, richiesti dalla natura dei diritti tutelati". Infatti il cambiamento di qualificazione degli atti amministrativi in atti di diritto privato, a seguito del processo di privatizzazione, legittima il giudice ordinario ad intraprendere non solo azioni dichiarative, ma anche a prescrivere ordini di condanna nei confronti della PA per l'adempimento di un fare specifico, con la stessa ampiezza di poteri che gli compete nei rapporti di lavoro privati.

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