Effetti della sentenza

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A norma dell'art. 437, comma 1, c.p.c., esplicate le attività di controllo e di istruzione relative allo svolgimento dell'udienza di discussione, il collegio giudicante pronuncia la sentenza dando lettura del dispositivo nella stessa udienza. Anche in secondo grado valgono le regole stabilite dall'art. 430 c.p.c. per la sottoscrizione, il deposito e le modalità di emissione della sentenza di primo grado.

Il deposito in cancelleria, infatti, deve avvenire entro 15 giorni dalla pronuncia, dopo di che il cancelliere ne dà immediata comunicazione alle parti per permetterne l'eventuale impugnazione. In tal senso espressamente dispone l'art. 438, comma 1, c.p.c.

Invece il comma 2 del medesimo articolo richiama il disposto dell'art. 431, comma 2, c.p.c. per consentire l'inizio dell'esecuzione della sentenza emessa in secondo grado anche in pendenza di deposito, sulla sola base di copia del dispositivo. Ovviamente questa norma vale per le sole sentenze che siano favorevoli al lavoratore.

La dottrina ha discusso a lungo su come considerare l'efficacia esecutiva della sentenza suddetta quando decorre inutilmente il termine dei 15 giorni e non si procede al deposito della sentenza. Sul punto le Sezioni Unite della Cassazione hanno statuito che l'esecuzione in parola può essere iniziata e può proseguire anche dopo che sia decorso il termine per il deposito e indipendetemente dall'effettuazione del deposito suddetto. Contro l'efficacia esecutiva della sentenza di secondo grado opera solamente il rimedio di cui all'art. 373 c.p.c. già previsto per il procedimento ordinario.

Esso fa riferimento alla possibilità che sia stato proposto ricorso per Cassazione. Detto ricorso, infatti, non sospende l'esecuzione della sentenza. La sola possibilità di sospensione si può avere quando il giudice che ha emesso la sentenza impugnata, su istanza di parte e se dall'impugnazione può derivare un danno grave ed irreparabile, dispone la sospensione dell'esecuzione mediante ordinanza non impugnabile.

Le sentenze del rito del lavoro, anche in appello, sono immediatamente e provvisoriamente esecutive sia quando dispongono a favore del lavoratore che del datore di lavoro.

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