La decadenza nelle controversie di previdenza e assistenza obbligatorie

L'art. 47 del DPR n. 639/1970 (novellato dalla Legge n. 438/1992), con riferimento alle sole prestazioni previdenziali, prevede un termine di decadenza per la promozione dell'azione giudiziaria. Esso stabilisce che esauriti i ricorsi in via amministrativa l'autorità giudiziaria può essere adita secondo le procedure previste dagli artt. 459 e ss. del c.p.c. poi abrogati dalla Legge n. 533/1973 introduttiva del rito speciale del lavoro. Il secondo comma dell'art. 47 citato prevede che l'azione giudiziaria può essere proposta, a pena di decadenza, entro tre anni dalla data di comunicazione della decisione del ricorso emessa dai competenti organi dell'INPS in via

amministrativa o dalla data di scadenza del termine previsto per la suddetta pronuncia o ancora dalla data di scadenza dei termini prescritti per l'esaurimento del procedimento amministrativo computati a decorrere dalla data di presentazione della richiesta di prestazione.

L'art. 47 suddetto è stato modificato dalla Legge n. 111/2011 con l'aggiunta di un comma e con l'introduzione di un art. 47-bis. Le modifiche introdotte riguardano gli istituti della decadenza dell'azione giudiziaria e della prescrizione dei diritti previdenziali per quanto riguarda le attività di erogazione delle prestazioni INPS. Tali innovazioni si sono rese necessarie a cause delle continue oscillazioni tra prescizione e decadenza dovute ad un costante mutamento di posizioni tra circolari interpretative e giurisprudenza.

Con la riforma più recente dell'art. 47 il legislatore ha inteso legare ad un unico filo la pluralità di regimi attualmente esistenti, dovuti all'altrettanta pluralità di prestazioni erogate dall'Istituto di previdenza, alla necessità di chiudere il procedimento amministrativo prima di adire l'autorità giudiziaria. Il termine di decadenza previsto ha natura processuale e non sostanziale. Pertanto l'azione giudiziaria è esperibile solo a decorrere dal completo esaurimento della procedura amministrativa. Ciò si può avere successivamente alle tre ipotesi già descritte all'art. 47 ossia a seguito della decisione del ricorso o dopo il perfezionamento del silenzio-rifiuto o, infine, nel caso introdotto dalla riforma del 1992, a seguito della scadenza del termine complessivo concesso all'INPS per pronunciarsi sulla domanda proposta. Da ciò consegue che il procedimento amministrativo deve esaurirsi, complessivamente, entro 300 giorni (120 giorni previsti per il termine relativo al silenzio-rifiuto ex art. 7 Legge n. 533/73 sommati ai 180 giorni previsti per il deposito del ricorso e per il conseguente deposito della decisione). Tale termine complessivo prevale sempre, anche quando sia tardivo il deposito della domanda o della sentenza risolutiva.

 

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