Conciliazione monocratica

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La maggior parte delle norme di diritto del lavoro e della legislazione sociale ha carattere inderogabile perchè costituiti da disposizioni di natura imperativa. Questo implica che non possono essere modificate in senso peggiorativo nè dai privati mediante il contratto di lavoro, nè dai soggetti che intervengono nella contrattazione collettiva. La natura imperativa di queste norme trova la sua ragion d'essere nella necessità di predisporre una tutela effettiva per il lavoratore che nel rapporto di lavoro è la parte debole. Per garantire la suddetta tutela, lo Stato svolge un'attività di vigilanza al fine di prevenire le infrazioni ed accertare le

eventuali violazioni della normativa. Oggetto di questa vigilanza è la materia dei rapporti di lavoro, l'osservanza della normativa della legislazione sociale e del lavoro, l'applicazione dei contratti collettivi e della disciplina previdenziale.

Il D. Lgs. n. 124/2004 ha completamente riformato la disciplina relativa alla vigilanza in materia di lavoro e previdenza sociale, adottando nuovi criteri e principi direttivi. L'accertamento delle eventuali violazioni normative presuppone un'attività conoscitiva dei luoghi e delle attività produttive in cui si svolge la prestazione di lavoro, attività conoscitiva che si sostanzia nell'ispezione. Il D. Lgs. n. 124/2004, nella riforma che ha predisposto, prevede un potenziamento delle funzioni e dei poteri del personale ispettivo, rafforzando gli istituti giuridici già previsti dalla legislazione e introducendone di nuovi, tra cui la soluzione conciliativa delle infrazioni rilevate.

La conciliazione monocratica appartiene alle novità introdotte dal suddetto decreto e ha lo scopo di prevenire l'insorgenza di controversie tra le parti del rapporto di lavoro. Anche questo istituto è stato modificato dal Collegato Lavoro del 2010.

La conciliazione monocratica si applica solo quando il datore di lavoro commette violazioni di tipo civile o amministrativo. Inoltre deve riguardare i diritti patrimoniali del lavoratore ossia i crediti di lavoro che derivano dal mancato rispetto degli obblighi retributivi e contributivi. La conciliazione monocratica è di esclusiva competenza delle Direzioni del lavoro e si svolge presso un unico funzionario della Direzione Provinciale del lavoro (DPL), da qui la denominazione "monocratica".

La conciliazione può avere carattere preventivo o essere contestuale. E' contestuale quando viene attivata direttamente dall'ispettore durante l'espletamento di un accesso ispettivo, previo consenso delle parti. Ha carattere preventivo, invece, quando il lavoratore o l'organizzazione sindacale che lo rappresenta, propone una richiesta d'intervento alla DPL competente e questa, verificata l'esistenza di elementi utili per effettuare un tentativo di conciliazione, convoca le parti ed procede in tal senso. La conciliazione può avere esito positivo e concludersi con un accordo che risulterà da un verbale avente piena efficacia, non impugnabile ai sensi dell'art. 2113 c.c. Il verbale acquista efficacia di titolo esecutivo a seguito di decreto emesso dal giudice. Sulla base dell'accordo stipulato il datore è tenuto al pagamento delle somme dovute al lavoratore e al versamento dei contributi previdenziali e assicurativi. Il suddetto pagamento, avvenuto in ottemperanza all'accordo conciliativo, estingue il procedimento ispettivo, il quale invece si tiene se il tentativo di conciliazione fallisce, con applicazione della relativa sanzione.

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