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Udienza di comparizione delle parti e trattazione della causa

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Guida di procedura civile

Come disposto dal codice di procedura civile, la trattazione della causa Ŕ orale e di essa si redige processo verbale (art. 180 c.p.c.).

A seguito delle riforme che negli ultimi anni hanno interessato la procedura civile, oggi la prima udienza di comparizione e la trattazione della causa sono generalmente unificate e la regolare instaurazione del contraddittorio Ŕ verificata nella medesima udienza con la quale si provvede alla trattazione.

Solo se dalla verifica della regolare instaurazione del contraddittorio risulti necessario, o se le parti chiedano che venga esperito il tentativo di conciliazione, il giudice fissa una nuova udienza di trattazione.


L'udienza di cui all'art. 183 c.p.c.

Quindi, l'udienza regolamentata dall'art. 183 c.p.c. Ŕ oggi il cuore della fase preparatoria del processo di cognizione.

In essa, oltre a verificare la regolaritÓ del contraddittorio, il giudice richiede alle parti i chiarimenti che si rendano necessari e indica le questioni rilevabili d'ufficio che ritiene opportuno trattare. Su richiesta congiunta, poi, egli pu˛ differire l'udienza per permettere la comparizione personale delle parti e l'interrogatorio libero.

Nell'udienza di cui all'art. 183 c.p.c., inoltre, le parti possono precisare e modificare le domande, le eccezioni e le conclusioni giÓ formulate e l'attore pu˛ proporre le domande e le eccezioni che sono conseguenza della domanda riconvenzionale o delle eccezioni proposte dal convenuto e chiedere di essere autorizzato a chiamare un terzo, se le difese del convenuto lo rendano necessario.

Se gli viene richiesto, infine, il giudice concede alle parti:

- un termine di trenta giorni per il deposito di memorie limitate alle sole precisazioni o modificazioni delle domande, delle eccezioni e delle conclusioni giÓ proposte;

- un termine di ulteriori trenta giorni per replicare alle domande ed eccezioni nuove, o modificate dall'altra parte, per proporre le eccezioni che sono conseguenza delle domande e delle eccezioni medesime e per l'indicazione dei mezzi di prova e delle produzioni documentali;

- un termine di ulteriori venti giorni per le sole indicazioni di prova contraria.

Il giudice fissa quindi un'apposita udienza per decidere circa l'ammissibilitÓ e la rilevanza dei mezzi istruttori proposti dalle parti. Se vi provvede mediante ordinanza emanata fuori udienza, deve farlo nel termine massimo di trenta giorni.

Il giudice pu˛ anche disporre d'ufficio ulteriori mezzi di prova: in tal caso ciascuna parte pu˛ dedurre le prove che si rendano in conseguenza necessarie e depositare memorie di replica.

Con l'ordinanza con la quale ammette le prove, il giudice, infine, pu˛ disporre l'interrogatorio libero delle parti.

A tale proposito occorre rilevare che, a seguito delle modifiche al codice di procedura civile introdotte dalla legge n. 183/2011 (cd. Legge di stabilitÓ 2012), Ŕ stato abrogato l'ultimo comma dell'art. 183 c.p.c., il quale prevedeva l'invio della comunicazione relativa alla suddetta ordinanza al difensore, entro tre giorni dalla sua emissione, a mezzo fax o posta elettronica certificata.


Il passaggio dal rito ordinario al rito sommario di cognizione

Il D.L. n. 132/2014 (convertito dalla legge n. 162/2014) recentemente ha inserito, nel codice di procedura civile, l'art. 183-bis, da applicarsi ai procedimenti introdotti a decorrere dall'undici dicembre 2014.

Con la novella si Ŕ stabilito che nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, il giudice, nell'udienza di trattazione, valutata la complessitÓ della lite e dell'istruzione probatoria, pu˛ disporre con ordinanza non impugnabile, ma previo contraddittorio, anche mediante trattazione scritta, il passaggio dal rito ordinario al rito sommario di cognizione.
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