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Motivi di revocazione

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Guida di procedura civile
 

I motivi che rendono possibile la revocazione sono tassativamente indicati nell'articolo 395 del codice di procedura civile.

Essi costituiscono un numerus clausus del quale non Ŕ possibile l'estensione.

L'impugnazione tramite revocazione Ŕ quindi possibile solo laddove si verifichi uno dei seguenti sei vizi:

- se la sentenza deriva da un errore di fatto che risulta dai documenti e dagli atti della causa;

- se la sentenza Ŕ il risultato del dolo del giudice, che deve essere accertato con sentenza passata in giudicato;

- se la sentenza Ŕ contraria a una sentenza precedente che aveva autoritÓ di giudicato tra le parti e non Ŕ stata sollevata la relativa eccezione;

- se si Ŕ deciso in base a prove dichiarate o riconosciute come false dopo la sentenza o che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate tali prima;

- se vengono trovati, dopo la sentenza, documenti decisivi che, per fatto dell'avversario o per causa di forza maggiore, non erano stati prodotti dalla parte.

- se la sentenza deriva dal dolo di una parte in danno dell'altra.

In particolare: l'errore di fatto

Tra tutti i motivi enunciati dall'articolo 395 del codice di rito, su tre in  particolare Ŕ opportuno spendere qualche riga in pi¨ per tentare di fare maggiore chiarezza.

In particolare, innanzitutto, con riferimento all'errore di fatto dal quale derivi la sentenza che si intende impugnare con revocazione, va chiarito che esso si ha quando la decisione si fonda sulla supposizione di un fatto che, in realtÓ, Ŕ incontestabilmente inveritiero.

Si ha errore di fatto, poi, quando la decisione si fonda sulla supposizione di inesistenza di un fatto che, invece, Ŕ incontestabilmente vero.

In sostanza, esso deve derivare non da una semplice valutazione inesatta dei fatti di causa ma da una vera e propria percezione errata delle cose, motivo essenziale della decisione del giudice.

In particolare: le prove false

E' interessante soffermarsi, poi, sulla falsitÓ delle prove alla base della decisione.

Ci˛ per precisare che non Ŕ sufficiente ad attestare la falsitÓ la sola incompatibilitÓ di una nuova prova con quella acquisita in giudizio, essendo piuttosto necessario che essa sia stata riconosciuta convenzionalmente o derivi da una sentenza penale o civile passata in giudicato.

In particolare: il dolo di una parte in danno dell'altra

E' interessante soffermarsi, infine, sul dolo di cui Ŕ responsabile una parte nei confronti dell'altra.

Si precisa infatti che, dando per assodato che nessuno rilascia dichiarazioni o compie atti contro il proprio interesse, il dolo rilevante ai fini della revocazione va identificato nei raggiri o negli artifici che vengono messi in atto da una parte per compromettere in maniera pesante la difesa della controparte.

Viceversa, il motivo di revocazione non Ŕ integrato dal silenzio a proposito di situazioni sfavorevoli o dal semplice mendacio, a meno che essi non rientrino in un tentativo di truffa pi¨ ampio che si proponga di danneggiare l'avversario.

Naturalmente, poi, la disposizione fa riferimento solo a raggiri che siano risultati determinanti per la decisione della lite, ovverosia che abbiano compromesso sia la possibilitÓ di difendersi della controparte, sia la possibilitÓ del giudice di conoscere l'effettiva realtÓ processuale.

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